Il seguente ordine del giorno è stato presentato da Francesca Rossi durante l’ultima Seduta di Consiglio del Quartiere San Vitale. Ad esso è stato allegato – all’attenzione di tutti i consiglieri – il documento “Aree Dismesse per il Lavoro Creativo”, elaborato e sottoscritto dalle associazioni culturali partecipanti ai Salotti Precari del 04-12-2009 e del 21-01-2010 (consultabile in un post precedente di questo sito).
Il Consiglio del Quartiere San Vitale riunito nella seduta del 16.02.2010
Premesso che:
- il 31/03/2009 il Comune di Bologna e l’Agenzia del Demanio hanno stipulato un Piano Unitario di Valorizzazione (PUV) avente come obiettivo la valorizzazione e la nuova destinazione d’uso di numerosi immobili dimessi;
- i documenti inerenti al PUV per quanto riguarda la nuova destinazione d’uso di alcuni degli immobili fanno esplicito riferimento ad “attività sociali e culturali”;
- all’interno del territorio del Quartiere San Vitale sono presenti alcuni immobili oggi dismessi e inutilizzati, rispetto ai quali vi è intenzione di procedere ad una rifunzionalizzazione in accordo fra Amministrazione e privati proprietari;
Visto che:
- il Quartiere San Vitale, con propria deliberazione O.d.G. 45 P.G. n. 263551/2009 approvata in data 28/10/2009 e avente ad oggetto “Indirizzi e obiettivi di riqualificazione urbana per uno sviluppo solidale e sostenibile”, ha espresso la necessità di creare nuovi luoghi di ritrovo che riducano l’attuale concentrazione degli stessi all’interno del nucleo storico;
- il Quartiere San Vitale, con propria deliberazione O.d.G. 14 P.G. n. 19755/2010 approvata in data 29/01/2010 e avente ad oggetto “Approvazione del Piano integrato operativo per Piazza Verdi e dintorni”, ha auspicato un decongestionamento nella fruizione degli spazi pubblici all’interno della zona universitaria;
Considerato che:
- nell’ambito delle attività del gruppo di lavoro tematico istituito sulle problematiche dei lavoratori precari e al fine di incentivare la partecipazione attiva della cittadinanza ai processi amministrativi, il Quartiere ha promosso, nei mesi di dicembre 2009 e gennaio 2010, alcuni momenti di socialità e confronto, che hanno preso il nome di “Salotti precari”, per raccogliere opinioni e proposte da parte del mondo dell’associazionismo creativo, giovanile, flessibile;
- in esito al dibattito scaturito in tale sede, è stato elaborato un documento, intitolato “Aree dimesse per il lavoro creativo”, redatto da alcune associazioni cittadine e sottoscritto anche da singoli;
Considerato altresì che:
- l’associazionismo giovanile è divenuto, nell’ultimo decennio, una componente significativa e crescente del lavoro giovanile e delle nuove forme di auto-imprenditorialità diffusa;
- il lavoro flessibile e precario, come dimostrato da dati sia nazionali che regionali, tende a concentrarsi in misura sempre più rilevante nei settori della cosiddetta creatività, quali il web, la cultura e l’intrattenimento;
- in seguito a rilevazioni svolte nei citati incontri pubblici, è emerso che questo ambito del lavoro e dell’imprenditorialità giovanili esprime la necessità di un sistema integrato di servizi atto ad orientare i giovani verso il mercato, alimentare lo scambio di competenze e la collaborazione, ammortizzare i costi giornalieri attraverso spazi d’attività in co-working;
prende atto
delle proposte e richieste emerse e riassunte nel documento citato, che si allega;
auspica
un impegno da parte delle istituzioni e della società tutta per la creazione di un modello avanzato di welfare mutualistico e territoriale rivolto alle nuove forme del lavoro giovanile e dell’auto-imprenditorialità, anche valutando l’opportunità e la fattibilità di realizzare primi esempi concreti di esso all’interno delle aree e degli immobili dismessi ricordati in premessa.













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[...] appuntamenti, ebbene, precari e associazioni di precari elaborarono un documento (successivamente appoggiato dal Consiglio del Quartiere) in cui si richiedeva che un’area dismessa del Comune di Bologna venissse messa a [...]