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	<title>SALOTTO PRECARIO</title>
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	<description>IL WEB-MAGAZINE DEI PRECARI</description>
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		<title>Glossario di Guerra &#8211; B come BANCA CENTRALE EUROPEA</title>
		<link>http://www.salottoprecario.it/2012/02/05/3322/</link>
		<comments>http://www.salottoprecario.it/2012/02/05/3322/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 19:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Paccosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[LA BCE HA IMPOSTO UNA POLITICA ECONOMICA ALLA GRECIA. TALE POLITICA HA GENERATO RECESSIONE,  POVERTÀ DI MASSA E ZERO CRESCITA. ADESSO, ANCHE L’ITALIA STA SEGUENDO INDICAZIONI BCE. LA GUERRA TRA LAVORATORI E OLIGARCHIE ECONOMICHE, DUNQUE, CONSTERÀ DI UNO SCONTRO FRONTALE SIA CON LA BCE CHE, PER FORZA DI COSE, CON QUESTA UNIONE EUROPEA. TALE SCONTRO AVRÀ IL COMPITO, IN PRIMO LUOGO, DI SMASCHERARE LA NATURA NON TECNICA, BENSÌ IDEOLOGICA, DELLE POLITICHE DI TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA BCE E APOCALISSE GRECA: LA CATASTROFE Se tu fossi uno di quei 30.000 dipendenti pubblici della Grecia &#8211; molti dei quali cinquantenni e padri di famiglia &#8211; licenziati di colpo senza alcun ammortizzatore sociale, cosa faresti? Se tu fossi uno di quei tanti cittadini che, dopo un’esistenza vissuta entro gli standard occidentali, si trovano oggi condannati a una miseria da Terzo Mondo, cosa penseresti? Saresti ancora favorevole all’Unione Europea e all’Euro? Fortunatamente, chi scrive non è in grado di rispondere a queste domande poiché non è un lavoratore greco padre di famiglia. Essere un lavoratore precario italiano, però, può faf sì che la situazione della Grecia appaia non già la vicenda distante d’un paese estero, bensì memento di un’Apocalisse che potrebbe, da un momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>LA BCE HA IMPOSTO UNA POLITICA ECONOMICA ALLA GRECIA. TALE POLITICA HA GENERATO RECESSIONE,  POVERTÀ DI MASSA E ZERO CRESCITA. ADESSO, ANCHE L’ITALIA STA SEGUENDO INDICAZIONI BCE. LA GUERRA TRA LAVORATORI E OLIGARCHIE ECONOMICHE, DUNQUE, CONSTERÀ DI UNO SCONTRO FRONTALE SIA CON LA BCE CHE, PER FORZA DI COSE, CON QUESTA UNIONE EUROPEA. TALE SCONTRO AVRÀ IL COMPITO, IN PRIMO LUOGO, DI SMASCHERARE LA NATURA NON TECNICA, BENSÌ IDEOLOGICA, DELLE POLITICHE DI TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>BCE E APOCALISSE GRECA: LA CATASTROFE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/draghi-vampiro.jpg"><img class="size-medium wp-image-3342 alignleft" title="draghi-vampiro" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/draghi-vampiro-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>Se tu fossi uno di quei <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.siwikinews.it/index.php?title=Grecia,_al_via_il_taglio_di_30mila_statali"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">30.000 dipendenti pubblici della Grecia</span></a></span></span> &#8211; molti dei quali cinquantenni e padri di famiglia &#8211; licenziati di colpo senza alcun ammortizzatore sociale, cosa faresti? Se tu fossi uno di quei tanti cittadini che, dopo un’esistenza vissuta entro gli standard occidentali, si trovano oggi condannati a una miseria da Terzo Mondo, cosa penseresti? Saresti ancora favorevole all’Unione Europea e all’Euro?</span><br />
<span style="color: #000000;"> Fortunatamente, chi scrive non è in grado di rispondere a queste domande poiché non è un lavoratore greco padre di famiglia. Essere un lavoratore precario italiano, però, può faf sì che la situazione della Grecia appaia non già la vicenda distante d’un paese estero, bensì memento di un’Apocalisse che potrebbe, da un momento all’altro, abbattersi con violenza sulla propria esistenza individuale.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Parlando di Grecia e di Apocalisse, il secondo dei due termini (che, guarda caso, è greco) va inteso in entrambi i sensi comunemente attribuiti, ovvero: <strong>a)</strong> l’Apocalisse in quanto evento catastrofico e definitivo; <strong>b)</strong> l’Apocalisse in quanto disvelamento (come da etimologia: <em>ἀποκαλύπτω = rivelo</em>).</span><br />
<span style="color: #000000;"> Partiamo allora dall’Apocalisse-catastrofe con una breve &#8211; e ovviamente incompleta &#8211; cronologia delle vicende economiche:</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>a)</strong> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.nytimes.com/2010/02/14/business/global/14debt.html?pagewanted=all"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Nel 2001, la banca d’affari Goldman Sachs acquista segretamente 2,3 miliardi di titoli di stato greci</span></a></span></span>. In questo modo, il governo greco di centrodestra può <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/athens_plus11.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3344" title="athens_plus1" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/athens_plus11.jpg" alt="" width="416" height="274" /></a>nascondere la cifra equivalente dal proprio bilancio e, quindi, dal debito pubblico.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>b)</strong> <span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;"><a href="http://www.ultimenotizie.we-news.com/politica/estera/6231-goldman-sachs-ha-causato-la-crisi-di-grecia-e-italia-e-ora-impone-la-soluzione"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Agli inizi del 2009, Goldman Sachs inizia una serie di manovre speculative in Borsa per impedire la vendita dei titoli di stato della Grecia</span></a></span>. Ne consegue l&#8217;esplosione d&#8217;una crisi economica che porta il paese a elezioni anticipate.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>c)</strong> <span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;"><a href="http://www.grecia.cc/elezioni_in_grecia.html"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Sale al potere il centrosinistra</span></a></span> e, subito, si scopre che i conti dell’amministrazione precedente sono contraffatti. <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/crisi-grecia.htm"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Nel dicembre 2009, le agenzie di rating declassano il debito greco</span></a></span></span>. A seguito di ciò, la recessione si fa ancora più acuta.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>d)</strong> Il governo di George Papandreou inizia quindi una trattativa con BCE e FMI per ristrutturare il debito pubblico. <span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;"><a href="http://www.corriereinformazione.it/2011061511010/istituzioni/unione-europea/grecia-sullorlo-del-baratro-sociale-ed-economico-la-bce-avverte-sul-rischio-effetto-domino.html"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Nell’aprile 2010, la BCE offre 30 miliardi in cambio di un piano di austerità volto ad abbassare il costo del lavoro e a ridurre il welfare</span></a></span>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>e)</strong> Dal momento che né il piano di austerità, né misure successive imposte dalla BCE generano alcun effetto di ripresa, il governo greco deve negoziare un nuovo piano di salvataggio, con annesse ulteriori misure di tagli alla spesa e al costo del lavoro. <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-31/papandreou-referendum-nuovo-piano-191250.shtml?uuid=AawY6cHE"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Il 31 ottobre 2011 Papandreou annuncia, quindi, che questo rinnovato intervento sarà sottoposto a referendum popolare</span></a></span></span>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>f)</strong> Il 3 novembre, durante il G20 di Cannes, nel corso d’una riunione segreta, Angela Merkel, Nicholas Sarkozy e altri dirigenti di UE e BCE <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/economia/11_novembre_03/g20-grecia-euro_412f53d6-05f0-11e1-a74a-dac8530a33df.shtml"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">impongono al premier greco la cancellazione della consultazione referendaria</span></a></span></span>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/2011-12-31T153152Z_1_BTRE7BU175E00_RTROPTP_3_NEWS-US-GREECE_JPG_475x310_q85.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3345" title="2011-12-31T153152Z_1_BTRE7BU175E00_RTROPTP_3_NEWS-US-GREECE_JPG_475x310_q85" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/2011-12-31T153152Z_1_BTRE7BU175E00_RTROPTP_3_NEWS-US-GREECE_JPG_475x310_q85.jpg" alt="" width="334" height="261" /></a>g)</strong> Quattro giorni dopo, Papandreou si dimette. In nome dello stato d’emergenza, però, non si va alle elezioni. S’insedia, invece, un governo di solidarietà nazionale presieduto da Lucas Papademos, consulente di Goldman Sachs, ex-Vicepresidente della BCE e, soprattutto, <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lucas_Papademos"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Governatore della Banca di Grecia ai tempi (1994-2002) dei prestiti &#8220;creativi&#8221; elargiti al governo ellenico dalla <em>merchant bank</em> americana</span></a></span></span>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>h)</strong> In questi giorni, la BCE sta chiedendo alla Grecia – in cambio della concessione di un nuovo prestito – <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6364/"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">un nuovo piano che prevede altri 150.000 licenziamenti nel settore pubblico, l’abolizione dei contratti collettivi e dei contratti settoriali e la legalizzazione esclusiva dei contratti individuali, nonché tagli drastici a stipendi e pensioni</span></a></span></span>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>BCE E APOCALISSE GRECA: IL DISVELAMENTO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Per capire cosa l’apocalisse greca abbia disvelato, è innanzitutto necessario elencare i numeri della macelleria sociale in atto (dati al 2011):</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>a)</strong> Gli impiegati greci hanno visto diminuire del 30% il proprio reddito medio annuale.</span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/run_1205070i.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3346" title="run_1205070i" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/run_1205070i.jpg" alt="" width="427" height="275" /></a><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>b)</strong> I precari hanno visto scendere il proprio reddito medio mensile da 700 a 595 euro.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>c)</strong> La sanità pubblica ha subìto tagli intorno al 40%.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>d)</strong> I suicidi sono aumentati del 25%.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>e)</strong> Le pensioni sono state tagliate del 20%.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>f)</strong> <span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;"><a href="http://www.ilcambiamento.it/crisi/grecia_crisi_nera_poverta_suicidi.html"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Secondo i dati della Confederazione nazionale del commercio ellenica</span></a></span>, nove greci su dieci hanno abolito le spese per il vestiario e per le calzature, otto su dieci le spese per i divertimenti, e ben uno su quattro non riesce ad avere i soldi per acquistare generi di prima necessità, dunque si trova al di sotto della soglia di povertà (circa tre milioni di persone, ovvero il 27,7% della popolazione).</span><br />
<span style="color: #000000;"> Orbene, cosa significa tutto questo?</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Primo. </strong>Chi guida l’Unione Europea e la BCE, è disposto a difendere l’Euro <em>con qualsiasi mezzo</em>: indipendentemente, quindi, dai costi sociali che questa difesa può comportare.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Secondo.</strong> Lo <em>stato d’eccezione</em> o <em>stato di guerra</em> sospende, <em>de facto</em>, la democrazia. Secondo i sondaggi, se oggi in Grecia si andasse alle elezioni <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/12/11/18018-in-grecia-comunisti-e-sinistra-radicale-oltre-35-socialisti/"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">la sinistra radicale otterrebbe oltre il 35% dei suffragi</span></a></span></span>. Dunque, tutto lascia supporre che in Grecia non si voterà ancora per un bel pezzo&#8230;</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Terzo.</strong> La perdita di sovranità nazionale in favore del nuovo contenitore europeo non consta – come raccontava l’ideologia europeista – d’un trasferimento di sovranità verso un organismo federale di tipo statunitense, bensì d’una nuda e cruda sottrazione di sovranità ai cittadini.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/0OcbE3SiRCGMq0nhz5lrxg.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3348" title="0OcbE3SiRCGMq0nhz5lrxg" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/0OcbE3SiRCGMq0nhz5lrxg.jpeg" alt="" width="347" height="308" /></a>Quarto.</strong> Chi dirige la banca d’affari Goldman Sachs &#8211; anziché essere fucilato sulla pubblica piazza per aver causato cotanto disatro &#8211; ha insediato i propri uomini alla guida degli ambiti istituzionali decisivi. In questo momento il premier greco, il premier italiano e il presidente della BCE sono tutti e tre strettamente collegati a Goldman Sachs.</span><br />
<span style="color: #000000;"> A sinistra, chi menziona quest&#8217;ultimo dato di fatto viene solitamente accusato di complottismo. Vale la pena leggere, per esempio, cosa scrive Gad Lerner a riguardo: &#8220;<em>Il contemporaneo avvicendamento di Monti e Papademos alla guida d’Italia e Grecia, non equivale certo alla congiura evocata da troppi imbecilli; ma deve pur farci riflettere sulle conseguenze provocate dall’indebolirsi della politica. Tutti dobbiamo augurarci di essere governati in futuro da una classe dirigente sempre più cosmopolita, anglofona, adusa alla consuetudine degli organismi </em></span><span style="color: #000000;"><em><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/gadlerner-postribolo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3349" title="gadlerner-postribolo" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/gadlerner-postribolo.jpg" alt="" width="131" height="95" /></a></em></span><span style="color: #000000;"><em>sovranazionali</em>&#8220;. Beh, che dire? Il mondo in cui vive Lerner, in fin dei conti, è</span><span style="color: #000000;"> bellissimo: governanti cosmopoliti, anglofoni, adusi alle consuetudini&#8230; meraviglioso, no? Poi, vabbè, per quanto riguarda </span><span style="color: #000000;">il fatto che Draghi, Monti e Papademos siano tutt&#8217;e tre di Goldman Sachs, negarlo non è proprio possibile. E allora, assumendo l&#8217;ottica di Lerner, non rimane che una sola, semplice spiegazione: trattasi di mera coincidenza!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>BCE E PRE-APOCALISSE ITALIANA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’Italia si è ritrovata, come concordano tutti i commentatori politici ed economici, in una situazione “pre-greca”. Pertanto, il governo Berlusconi è stato fatto fuori. Un po’ perché inviso agli USA in seguito all’accordo sul gasdotto <em>South Stream</em> con la Russia; un po’ perché divenuto insopportabile agli altri leader europei; un po’ perché in rotta di collisione coi vertici di Confindustria; un po’, infine, per manifesta incapacità a gestire la crisi.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il Presidente della Repubblica, però, ha deciso di non indire le elezioni. Se si fosse andati al voto, si diceva, ci sarebbe stato il<em> default</em> dell&#8217;Italia. Dunque,<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/the-goldman-sachs1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3350" title="the-goldman-sachs1" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/the-goldman-sachs1.jpg" alt="" width="425" height="343" /></a> Napolitano ha dato l&#8217;incarico di Presidente del Consiglio a Mario Monti, <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monti"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><em>International Advisor</em> di Goldman Sachs dal 2005</span></a></span></span>. Sì, proprio come in Grecia. (E naturalmente, a meno che non vogliate passare per complottisti, non potete fare altro che interpretare il tutto come una coincidenza.)</span><br />
<span style="color: #000000;"> A tre mesi dall&#8217;insediamento del Governo Monti, la situazione sociale italiana è la seguente:</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>a)</strong> Secondo l&#8217;Istat, 8,3 milioni di italiani versano in uno stato di povertà relativa, mentre 3,1 milioni affrontano la povertà assoluta.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>b)</strong> Il 48,5% dei disoccupati è senza lavoro da un anno.<strong></strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>c)</strong> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.pmi.it/economia/mercati/articolo/51570/boom-di-fallimenti-aziendali-le-societa-a-rischio-insolvenza.html?autorefresh=yes"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Nel 2011, il numero di piccole-medie imprese fallite è aumentato del 7,4%</span></a></span></span> (rispetto al dato dell&#8217;anno prima, però, in cui l&#8217;aumento di fallimenti aveva raggiunto quota 19,8%).</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>d)</strong> Nel 2009, il 76% dei suicidi &#8211; aumentati complessivamente del 5,6% &#8211; <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/03/news/suicidi_fra_i_disoccupati-27543146/"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">sono stati compiuti da disoccupati</span></a></span></span>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Certo, si tratta di situazioni ereditate dal recente passato e che il precedente Governo Berlusconi non ha mai mostrato aver intenzione di affrontare. Ma ora la domanda è: sotto la guida dell’uomo che <em>Repubblica</em> e <em>Corriere della Sera</em> incensano ogni giorno come Salvatore della Patria, questi dati si apprestano a migliorare o peggiorare?</span> <span style="color: #000000;">Anzi, la domanda corretta è ancora un&#8217;altra: i tagli alla spesa pubblica e quindi al wefare sono davvero un fatto &#8220;tecnico&#8221;? Sono per davvero una necessità oggettiva?</span><br />
<span style="color: #000000;"> Beh, tanto per cominciare, secondo molti economisti di comprovata fede</span><span style="color: #000000;"> liberal</span><span style="color: #000000;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/Krugman_New-articleInline.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3351" title="Krugman_New-articleInline" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/Krugman_New-articleInline.jpg" alt="" width="82" height="103" /></a></span><span style="color: #000000;">e &#8211; come Paul Krugman, Joseph Stiglitz o Nouriel Roubini &#8211; le politiche BCE di austerità e tagli alla spesa pubblica (dunque anche le politiche del Governo Monti) <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://it.finance.yahoo.com/notizie/stiglitz-governanti-europei-hanno-siglato-110800644.html"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">mettono ancor più a rischio l’Euro</span></a></span></span>. D&#8217;altronde, questi economisti <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.lettera43.it/economia/macro/17061/la-grecia-al-50-fuori-dall-euro.htm"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">avevano già criticato, a più riprese, le indicazioni rivolte dalla BCE alla Grecia</span></a></span></span>. Il motivo è semplice: <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.nuovitaliani.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=2992"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">i tagli alla spesa pubblica impoveriscono la gente, generano recessione e la recessione è il contrario della crescita</span></a></span></span>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/manifestazione-15-ottobre-638x425.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3354" title="manifestazione-15-ottobre-638x425" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/manifestazione-15-ottobre-638x425.jpg" alt="" width="351" height="234" /></a>Inoltre, è bene ricordare la manifestazione internazionale del movimento <em>Indignados/OccupyWallStreet</em> del 15 ottobre scorso: nella sua articolazione italiana, quella mobilitazione prese di mira proprio il direttorio economico europeo <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_ottobre_12/indignados-banca%20d%27italia-%20lettera-crisi-1901800917414.shtml"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">e, in particolare, Mario Draghi e la BCE</span></a></span></span>. Specificamente, la lettera da questi inviata, il 5 agosto 2011, all&#8217;allora Governo Berlusconi. Suddetta missiva conteneva, infatti, <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/09/29/news/lettera_bce_italia-22397484/"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">indicazioni di tagli alla spesa pubblica e di &#8220;modernizzazione&#8221; del mercato del lavoro nel senso di favorire i licenziamenti e rottamare lo Statuto dei Lavoratori</span></a></span></span>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ebbene, il compito esplicito e dichiarato del Governo Monti non è altro che attuare quell&#8217;indirizzo espresso dalla BCE.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>IL COLLASSO DELLA TEOLOGIA EUROPEISTA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In definitiva, tutto questo chiama in causa l’<em>europeismo</em> come teologia. Negli ultimi vent’anni, soprattutto a sinistra, l’idea di Europa ha coinciso con un certo tipo di europeismo, cioè con un’impianto di assiomi pressoché indiscutibili. Oggi, dinanzi all’evidenza della crisi, i teologi dell&#8217;Euro non possono far altro che ripetere tautologicamente le proprie certezze dottrinarie.</span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/prodi4.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3355" title="prodi4" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/prodi4.jpg" alt="" width="356" height="241" /></a><br />
<span style="color: #000000;"> In sintesi, quali erano stati gli assiomi dell’europeismo teologico?</span> Sostanzialmente tre:<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>a)</strong> Senza l’Euro, sarebbe la catastrofe: gli stati-nazione non saprebbero reggere le “grandi sfide” della globalizzazione.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>b)</strong> L’Unione Europea e l’Eurozona rappresentano un modello socio-economico strutturalmente e valorialmente alternativo agli Stati Uniti: soprattutto in virtù dell’esistenza del welfare state.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>c)</strong> Il superamento degli stati-nazione costituisce un’evoluzione, in senso federale, della democrazia rappresentativa. Sposta, cioè, gli ambiti della sovranità popolare senza per questo diminuirne la portata.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ebbene, l’attuale crisi economica – e la vicenda greca in particolare – hanno reso <em>falsi dall’A alla Z</em> tutti e tre questi assiomi. In questo momento, i cittadini greci sono difatti: <strong>a)</strong> immersi in quella catastrofe senza sbocchi che l’Euro avrebbe dovuto evitare;<strong> b)</strong> spogliati del welfare state; <strong>c)</strong> deprivati della sovr</span><span style="color: #000000;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/nazi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3356" title="nazi" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/nazi.jpg" alt="" width="196" height="268" /></a></span><span style="color: #000000;">anità popolare.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <em>Questa</em> Europa, dunque, ha seppellito la teologia europeista perché i fondamenti ideologici di quest&#8217;ultimo hanno perduto, ormai, qualsiasi aderenza con la realtà. Il che potrebbe voler dire, peraltro, che <em>questa</em> Unione Europea potrebbe portare altresì al collasso la possibilità stessa dell’Europa come ambito istituzionale.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Infatti, le vittorie dell’estrema destra in Olanda, Finlandia, Austria nonché l’instaurazione d&#8217;un fascismo vero e proprio in Ungheria, esprimono un segnale evidente. La<em> working class</em> e il ceto medio in estinzione, stanno comprendendo come tutto ciò che la retorica dei vari centrosinistra europei definisce <em>“grandi sfide”</em>, per la gente normale consta semplicemente d&#8217;un insieme di <em>grandi sfighe</em>. I lavoratori europei, insomma, votano chi – affermando che la globalizzazione è reversibile – fornisce loro un barlume di speranza. Dunque, votano e voteranno sempre di più per l’estrema destra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #0000ff;">L’EUROPA SENZA LA GLOBALIZZAZIONE:  A SINISTRA QUALCOSA SI MUOVE (FORSE)</span><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La sinistra di movimento, da sempre, ha posto un’idea di Europa contrapposta a quella propugnata dai teologi della Moneta Unica. Una qualche forma di “Europa dal basso”, del resto, ha iniziato a prender forma nel 2011 grazie alle mobilitazioni, perlopiù di lavoratori precari, che hanno attraversato tutto il continente.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Eppure, è forse più significativo e indicativo osservare quanto si muove nell&#8217;ambito della sinistra riformista. Per un semplice motivo: negli ultimi vent’anni quest&#8217;ultima ha aderito pedissequamente all’europeismo di stampo monetarista e liberista. Ora però, nel caos generale, sulla superficie dell’ideologia fin qui sostenuta iniziano a intravedersi delle incrinature.</span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/master.ed_miliband12.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3361" title="master.ed_miliband1" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/master.ed_miliband12.jpg" alt="" width="94" height="94" /></a><br />
<span style="color: #000000;"> In Inghilterra, il segretario del Partito Laburista Ed Milliband ha dato il via alla stagione del <em>Blue Labour</em>. Una delle tesi centrali di questo nuovo</span><span style="color: #000000;"> corso laburista riguarda la revisione del punto di vista sulla globalizzazione: <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.thecommentator.com/article/470/whatever_happened_to_blue_labour_"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">quest&#8217;ultima viene cioè letta in senso negativo ed è auspicato, al suo posto, l&#8217;avvento d&#8217;una nuova società comunitaria, organica e localista</span></a></span></span>. Un punto di vista senz&#8217;altro conservatore che indica, però, come la sinistra non possa più permettersi l&#8217;identificazione con il paradigma globalista.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/france_arnaud_montebourg_socialist_primary.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3362" title="france_arnaud_montebourg_socialist_primary" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/france_arnaud_montebourg_socialist_primary.jpg" alt="" width="157" height="104" /></a>Alle Primarie del Partito Socialista Francese, <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://www.iljournal.it/2011/chi-e-arnaud-montebourg/269349"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">il candidato Arnaud Montebourg ha preso il 17% dei voti</span></a></span></span>. Montembourg porta avanti un vero e proprio piano d&#8217;attacco alla globalizzazione: <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://gio88-giova.blogspot.com/2011/10/arnaud-montebourg-il-socialista-eretico.html"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">protezionismo, parziale statalizzazione delle banche, divieto per le imprese a delocalizzare</span></a></span></span>. Ma tutto questo non a livello francese, bensì europeo. Dunque, un&#8217;Europa de-globalizzata, <em>un&#8217;Europa senza globalizzazione</em>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Per quanto riguarda l’Italia, pretendere che in casa riformista possa partire una critica alla globalizzazione, beh, questo sarebbe chiedere troppo. Nondimeno, qualcosa sta accadendo: ai vertici del PD, qualcuno si sta rendendo conto che con <em>questa</em> Unione Europea non si può più andare avanti.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il qualcuno in questione è il Responsabile Economia e Lavoro del partito, Stefano Fassina. Vale la pena elencare alcune sue dichiarazioni:</span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/stefano-fassina-partito-democratico-sinistra-liberal-radicali-bersani-pd-gianluigi-paragone-1322231356604.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3363" title="stefano-fassina-partito-democratico-sinistra-liberal-radicali-bersani-pd-gianluigi-paragone--1322231356604" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/02/stefano-fassina-partito-democratico-sinistra-liberal-radicali-bersani-pd-gianluigi-paragone-1322231356604.jpg" alt="" width="234" height="175" /></a><br />
<span style="color: #000000;"> A proposito della lettera inviata dalla BCE al Governo Berlusconi: &#8220;<em>La ricetta neoliberista riproposta dalla BCE, in sintonia con i governi conservatori, prima che iniqua, è irrealistica</em>&#8220;.</span><br />
<span style="color: #000000;">A proposito di modelli sociali: &#8220;<em>il paradigma liberal-democratico va superato</em>&#8220;.</span><br />
<span style="color: #000000;"> A proposito del Commissario UE agli Affari Economici, Olli Rehn, <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/11/08/news/ecco_la_nuova_lettera_di_olly_rhen_serve_una_manovra_aggiuntiva-24673486/"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">che nel novembre 2011 indicava all&#8217;Italia maggior flessibilità</span></a></span></span>: &#8220;<em>Le indicazioni per la crescita riproposte dal Commissario europeo Rehn sono deprimenti sul piano intellettuale ed economico</em>&#8220;.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Quest’ultimo pronunciamento è valso a Fassina <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.romacapitalenews.com/pd-spaccato-i-liberal-vogliono-le-dimissioni-di-fassina-bersani-tace/"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">la richiesta di dimissioni da parte dell’ala &#8220;liberal&#8221; del partito</span></a></span></span>. Tale richiesta è però caduta nel vuoto perché Fassina, in realtà, ha sempre parlato per conto del Segretario Nazionale Pierluigi Bersani. Con buona pace dei giudizi liquidatori sul PD come “partito del Capitale”, intorno al mandato di quest&#8217;ultimo si sta giocando, a sinistra, un <em>redde rationem</em> decisivo. Bersani si sta cioè contrapponendo all&#8217;idea &#8211; di Prodi, di Veltroni, di <em>Repubblica</em> e di molti altri &#8211; secondo cui il principale partito del centrosinistra italiano dovrebbe abbandonare<em> del tutto</em> la socialdemocrazia in favore del liberalismo. (Vi piaccia o meno il PD, dovrebbe essere comunque un fatto d&#8217;interesse per tutti.)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>L’EUROPA NELLA STAGIONE DELLE RIVOLTE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un po’ tutti concordano sul fatto che la crisi economica porterà, in tutt’Europa, una stagione di rivolte sociali. Una rivolta che avrà come obiettivo la BCE e, inevitabilmente, questa Unione Europea. Questa stagione di rivolte ad avere una persistenza e, quindi, andare oltre la tipica fenomenologia intermittente – a “ondate” – dei movimenti? Riuscirà a esprimere una posizione chiara sulla globalizzazione? Riuscirà a reggere l’urto degli strumenti di violenza repressiva previsti dal Trattato di Lisbona? Riuscirà ad andare oltre la rivendicazione di diritti e ffarsi potere costituente? Riuscirà a costringere i centrosinistra europei a rivedere le proprie posizioni?</span><br />
<span style="color: #000000;"> Infine, riuscirà a reggere l’urto e lo stato d’eccezione generati dalla prossima, probabile, nuova guerra macro-regionale imbastita dall’Occidente?</span><br />
<span style="color: #000000;"> Beh, lo vedremo presto.</span></p>
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		<title>Glossario di Guerra &#8211; A come APOCALISSE</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 18:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Paccosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CHE SI PARLI DI CRISI FINANZIARIA, AMBIENTALE O ENERGETICA, LA PAROLA APOCALISSE IMPERVERSA COME NON MAI NEI MEDIA E NELL’IMMAGINARIO. A PRIMA VISTA, NESSUNO APPARE DAVVERO PREOCCUPATO DELLA FINE DEL MONDO. FORSE, PERÒ, IL PROLIFERARE DI NARRAZIONI SULLA FINE DETERMINA UN EFFETTO ASSAI PIÙ SOTTILE: FORSE ALIMENTA QUEL SENSO D’IMPOTENZA E DI RASSEGNAZIONE COLLETTIVA CHE, NEL DIBATTITO FILOSOFICO ODIERNO, VIENE IDENTIFICATO TRAMITE L’ESPRESSIONE “FINE DEL FUTURO&#8221; QUANDO LA SCIENZA ANNUNCIA L&#8217;APOCALISSE Cominciamo dalla presenza della Fine, delle narrazioni sulla Fine, nel mediascape o flusso mediatico che dir si voglia. Un elemento poco dibattuto, riguarda l’impressionante numero di notizie inerenti il mondo “a scadenza”. Citiamo qualche esempio limitandoci, deliberatamente, all’ambito scientifico: a) Il  27 settembre 2011 sarà ricordato come l’Overshoot Day, ovvero il giorno in cui il consumo di risorse naturali ha superato la capacità annuale del pianeta di produrne. Secondo le Nazioni Unite, entro il 2050 tale rapporto tra domanda e offerte di risorse giungerà al collasso. b) Secondo l’Uk Energy Research Council, entro il 2030 si raggiungerà il cosiddetto picco del petrolio. Secondo l’International Energy Agency, invece, il crash petrolifero è in dirittura d’arrivo già per il 2015. c) Secondo il britannico Met Office Hadley Centre, il riscaldamento globale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #800000;">CHE SI PARLI DI CRISI FINANZIARIA, AMBIENTALE O ENERGETICA, LA PAROLA APOCALISSE IMPERVERSA COME NON MAI NEI MEDIA E NELL’IMMAGINARIO. A PRIMA VISTA, NESSUNO APPARE DAVVERO PREOCCUPATO DELLA FINE DEL MONDO. FORSE, PERÒ, IL PROLIFERARE DI NARRAZIONI SULLA FINE DETERMINA UN EFFETTO ASSAI PIÙ SOTTILE: FORSE ALIMENTA QUEL SENSO D’IMPOTENZA E DI RASSEGNAZIONE COLLETTIVA CHE, NEL DIBATTITO FILOSOFICO ODIERNO, VIENE IDENTIFICATO TRAMITE L’ESPRESSIONE “FINE DEL FUTURO&#8221;</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #0000ff;">QUANDO LA SCIENZA ANNUNCIA L&#8217;APOCALISSE</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Cominciamo dalla presenza della Fine, delle narrazioni sulla Fine, nel <em>mediascape</em> o flusso mediatico che dir si voglia. Un elemento poco dibattuto, riguarda<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/global-warming.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3252" title="global-warming" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/global-warming-150x150.jpg" alt="" width="118" height="118" /></span></a> l’impressionante numero di notizie inerenti il mondo “a scadenza”. Citiamo qualche esempio limitandoci, deliberatamente, all’ambito scientifico:</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>a)</strong> Il  27 settembre 2011 sarà ricordato come</span> <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/09/26/news/overshoot_day-22239830/">l’<em>Overshoot Day</em></a><span style="color: #000000;">, ovvero il giorno in cui il consumo di risorse naturali ha superato la capacità annuale del pianeta di produrne.</span> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/risorse-naturali-ne-consumiamo-troppe-entro-il-2050-situazione-al-collasso/112942/">Secondo le Nazioni Unite</a><span style="color: #000000;">, entro il 2050 t</span>ale<span style="color: #000000;"> rapporto tra domanda e offerte di risorse giungerà al collasso.</span><br />
<strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/oil_crash3_sml1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3289" title="oil_crash3_sml" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/oil_crash3_sml1.jpg" alt="" width="186" height="227" /></a>b)</strong> <a href="http://www.ecologiae.com/picco-petrolio-previsto-2030-cosa-succedera/9536/">Secondo l’<em>Uk Energy Research Council</em></a><span style="color: #000000;">, entro il 2030 si raggiungerà il cosiddetto picco del petrolio.</span> <a href="http://petrolio.blogosfere.it/2007/07/fatih-biroliea-nel-2015-sbatteremo-contro-un-muro.html">Secondo l’<em>International Energy Agency</em></a><span style="color: #000000;">, invece, il crash petrolifero è in dirittura d’arrivo già per il 2015.</span><br />
<strong>c)</strong> <a href="http://www.tuttoscienze.com/ultime-notizie/cambiamenti-climatici-ecco-i-risultati-di-un-nuovo-studio-britannico">Secondo il britannico <em>Met Office Hadley Centre</em></a><span style="color: #000000;">, il riscaldamento globale non consterà di un aumento di 2°c della temperatura &#8211; come si pensava fino a qualche anno fa &#8211; bensì di 4°c con conseguenze, ovviamente, apocalittiche.</span><br />
<span style="color: #000000;"><strong>d)</strong> Il <em>Bullettin of the Atomic Scientist</em> – il team americano che si occupa del <em>Doomsday Clock</em>, ovvero l’orologio simbolico c</span>he<span style="color: #000000;"> indica il grado d’imminenza di una terza guerra mondiale –</span> <a href="http://www.lescienze.it/lanci/2012/01/11/news/bulletin_of_atomic_scientists_doomsday_clock_moves_1_minute_closer_tomidnight-785567/">ha deciso di spostare le lancette dai 6 minuti del 2011 agli attuali 5 minuti &#8220;a mezzanotte&#8221;</a>.<br />
<span style="color: #000000;"><strong>e)</strong> </span><span style="color: #000000;">Questo s</span><span style="color: #000000;">enza dimenticare, naturalmente, le innumerevoli narrazioni della Fine collegate all&#8217;attuale crisi economica</span>, <a href="http://www.borsaforextradingfinanza.net/article-la-cina-avverte-che-l-ipotesi-di-default-usa-e-come-giocare-col-fuoco-di-emily-kaiser-76548326.html">con tanto di previsioni su default globale <em>et similia</em></a>.<br />
<span style="color: #000000;">Insomma, sbeffeggiare l’escatologismo esoterico e new age (profezia Maya e dintorni) è una causa persa. Risulta <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/doomsday-clock-now-moved-to-5-minutes-to-midnight-january-10-2012.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3317" title="doomsday-clock-now-moved-to-5-minutes-to-midnight-january-10-2012" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/doomsday-clock-now-moved-to-5-minutes-to-midnight-january-10-2012-300x225.jpg" alt="" width="168" height="126" /></a>perfettamente inutile, cioè, bollare la tendenza apocalittica del tempo presente come irrazionalista quando</span>,<span style="color: #000000;"> invece</span>, è<span style="color: #000000;"> l’estabilishment scientifico a sfornare, a ritmo serrato, un’immagine dell’Armageddon dietro l’altra.<br />
L’ambito scientifico sta dunque producendo degli studi e questi ultimi, opportunamente amplificati dai media, stanno instillando nell’immaginario la quieta consapevolezza che il futuro collettivo abbia, ineluttabilmente, una data di scadenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>CINEMA E APOCALISSE: L&#8217;APPROCCIO RIFLESSIVO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/kirsten-dunst-nuda-melancholia-41.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3282" title="kirsten-dunst-nuda-melancholia-4" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/kirsten-dunst-nuda-melancholia-41-300x185.jpg" alt="" width="231" height="142" /></a><span style="color: #000000;">Alla scienza e ai media, va poi aggiunto il ruolo non meno importante dell’industria culturale e, in particolar modo, dell’industria cinematografica. La fine del mondo è tema che sta rimbalzando, negli ultimi anni, da un autore all’altro: Steven Soderbergh con</span> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2zQ94tGIDnE"><em>Contagion</em></a><span style="color: #000000;">, Lars Von Trier con</span> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6NlWr8ultfg"><em>Melancholia</em></a><span style="color: #000000;">, Abel Ferrara con</span> <a href="http://www.cineblog.it/post/30237/venezia-2011-444-last-day-on-earth-la-recensione-del-film-di-abel-ferrara"><em>4:44 – Last Day on Earth</em></a> <span style="color: #000000;">e via elencando.<br />
Il cinema contemporaneo consta però di due tipologie d’Apocalisse differenti. Vi è infatti un’apocalittica più riflessiva e un’altra che mostra, al contrario, esplicita volontà di resa verso il fatalismo più rassegnato se non, addirittura, una deriva verso il fondamentalismo religioso.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Alla prima categoria, quella riflessiva, è senz’altro ascrivibile uno dei serial televisivi di maggior successo planeta</span><span style="color: #000000;">ri</span><span style="color: #000000;">o </span><span style="color: #000000;">ne</span><span style="color: #000000;">l 2011, <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/the-walking-dead602.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3281" title="the-walking-dead60" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/the-walking-dead602-300x180.jpg" alt="" width="306" height="183" /></a>ovvero <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ABl3Qg9iuhg"><em>The</em><em> Walking Dead</em></a>. Si tratta d’un racconto survivalista e corale, ambientato in un mondo nel quale la società</span><span style="color: #000000;"> è collassata a causa di una zombie-epidemia. In questo caso, l’Apocalisse funge da stimolo a introspezioni tutt’altro che banali: qual è, ad esempio, il fondamento dell’etica nel momento in cui la società e le sue strutture cessano di esistere? Quali valori morali e sociali sono effettivamente interiorizzati e quali, invece, sono meri riflessi condizionati di una quotidianità vissuta all’interno d’uno specifico sistema sociale?<br />
<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/dddd.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3275" title="dddd" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/dddd-150x150.jpg" alt="" width="82" height="82" /></a>All’apocalittica riflessiva, può altresì essere associato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kE5g_ki5Vhg"><em>The Road</em></a>, tanto il romanzo di Cormac McCarthy quanto l’omonimo film del 2009.  Anche qui ci troviamo al cospetto di interrogativi non banali: nella dissoluzione di ogni principio etico, di ogni legame sociale, di ogni futuro concepibile, in cosa consiste la speranza? Qual è il suo fondamento concettuale, quale la sua ragion d’essere?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>CINEMA E APOCALISSE: L&#8217;APPROCCIO IDEOLOGICO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Alla riflessività critica di queste opere si contrappongono, purtroppo, gli intenti ideologici del resto della produzione.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/316846-2012-de-roland-emmerich-637x0-2.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-3260" title="316846-2012-de-roland-emmerich-637x0-2" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/316846-2012-de-roland-emmerich-637x0-2-225x300.jpg" alt="" width="257" height="342" /></span></a>A cominciare dal <em>disaster movie</em> più spettacolare della storia del cinema, ovvero</span> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9lX1_n8R6KA"><em>2012</em> di Roland Emmerich</a>. <span style="color: #000000;">In questo blockbuster, soltanto i ricchi e i potenti si salvano dall’Apocalisse. Ma, tra un terremoto e uno tsunami, ecco uno dei “buoni” spiegare agli spettatori tutta quanta la morale (si fa per dire) della situazione. Egli dice, infatti: sì, vabbè, è vero che si salveranno solo i ricchi però, suvvia, può sempre darsi che, alla fine, possa fortuitamente scamparla pure un tizio qualsiasi; ed è proprio in questa fortuita salvezza, difatti, che incorre l’oscuro scrittore protagonista del film. Dunque, la narrazione della Fine serve a Emmerich per esaltare il principio liberista della <em>lotteria sociale</em>.<br />
Il vecchio darwinismo sociale, infatti, alludeva perlomeno a una regola meritocratica: il più forte vince sul più debole. Col paradigma più recente della lotteria, invece, apprendiamo che un fattore ineffabile, un X-Factor, un concatenamento aleatorio – in soldoni: una robusta botta di culo – è l’unica, legittima e possibile chiave di successo dei pochi rispetto alla sfiga dei molti.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Varrebbe la pena, poi, soffermarsi su quelle pellicole secondo cui il vuoto di senso determinato dalla Fine può essere coperto soltanto dalla fede religiosa. In questo filone fondamentalista, spiccano</span> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tEe8WJpZN7c"><em>Codice Genesi</em></a> <span style="color: #000000;">del 2010 e</span> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gA9GVOFVDsI"><em>Io sono Leggenda</em></a> <span style="color: #000000;">del 2007 (rispetto all’ideologia oscurantista di quest’ultimo, consiglio la recensione del filosofo Slavoj Zizek contenuta nel suo recente</span> <a href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&amp;idlibro=7189&amp;titolo=VIVERE+ALLA+FINE+DEI+TEMPI"><em>Vivere alla fine dei tempi</em></a><span style="color: #000000;">).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>L&#8217;APOCALISSE IN TELEVISIONE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/history-channel-seven-signs-apocalypse.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3261" title="history-channel-seven-signs-apocalypse" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/history-channel-seven-signs-apocalypse-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Infine, al filone dell’apocalittica fondamentalista va senz’altro aggiunta la produzione televisiva. Nell’ambito di questa, spiccano su tutto e tutti i “documentari” di <em>History Channel</em>. Il palinsesto di questa rete consta infatti d’un profluvio di Apocalissi, di tutti i colori e in tutte le salse, volto a insinuare che la verità delle Sacre Scritture risieda nella loro interpretazione non già </span>simbolica e<span style="color: #000000;"> filosofica, bensì letterale.</span><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=JcVV7VGd0gg">Guardando questo video</a><span style="color: #000000;">, potrete farvi un’idea di come Rupert Murdoch stia facendo penetrare l’integralismo evangelico degli Stati Uniti dentro le case di noi europei.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>L&#8217;APOCALISSE NELLA FILOSOFIA CONTEMPORANEA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Detto questo, la Fine del Mondo è davvero presente nei nostri pensieri quotidiani o in quelli delle persone a noi vicine?<br />
No, non lo è.<br />
Ma allora: quest’imponente produzione mediatica e culturale sulla Fine a che cosa serve? Quali effetti concreti produce?</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il dibattito filosofico contemporaneo suggerisce una risposta: le narrazioni sulla Fine sono la fenomenologia d</span>&#8216;<span style="color: #000000;">un processo profondo, iniziato da tempo<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/ZOMBIELANDstripper1.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-3286" title="ZOMBIELANDstripper" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/ZOMBIELANDstripper1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></span></a> nell’immaginario collettivo, che può essere denominato <em>fine del futuro</em>. In breve, secondo questo paradigma, stiamo assistendo al capovolgimento della modernità e dei suoi addentellati ideologici grazie al venir meno d’una qualsivoglia </span><span style="color: #000000;">visione</span><span style="color: #000000;"> condivisa e collettiva di avvenire. Di qui, un senso d’impotenza e rassegnazione che neutralizza non soltanto ogni idea collettiva di futuro, ma ogni idea collettiva in quanto tale.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Tutto questo ha a che fare, peraltro, con il lavoro. Il dominio ideologico della tecnica e del progresso si era in origine associato a quell’idea filosofica che, da Hegel a Marx, </span><span style="color: #000000;">avev</span><span style="color: #000000;">a individuato nel lavoro il fondamento dell’essere. Nel momento in cui il lavoro perde però consistenza materiale e si precarizza, nel momento in cui la tecnica – come profetizzato sempre da Marx nei <em>Grundrisse</em> – si emancipa dal lavoro, ecco scomparire il fondamento ontologico del progresso e del tempo storico. Ecco scomparire, dunque, il futuro.</span><br />
<span style="color: #000000;">Eppure, l’atteggiamento di molti filosofi non sembra essere devoto più di tanto al pessimismo.</span><br />
<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/iconefine1.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3283" title="iconefine" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/iconefine1.gif" alt="" width="150" height="246" /></a><strong><span style="color: #000000;">a)</span></strong> <a href="http://www.agalmaweb.org/editoriale.php?rivistaID=19">Nella raccolta di s</a><span style="color: #000000;"><a href="http://www.agalmaweb.org/editoriale.php?rivistaID=19">aggi <em>Il Senso della Fine</em></a>, il filosofo Mario Perniola scrive che l’onnipervadenza dell’apocalittica – come sempre succede quando un certo fenomeno giunge a un punto apicale sì da lasciar germinare il proprio opposto – racchiude </span><span style="color: #000000;">un impercettibile inizio.<br />
</span><span style="color: #000000;"><strong>b)</strong></span><span style="color: #000000;"> <a href="http://www.filosofico.net/iconefine.html">Nel saggio <em>Icone della Fine</em></a>, il filosofo Andrea Tagliapietra ipotizza che dai sentori di questa saturazione del tempo potrebbe derivare un processo di “smobilitazione” atto a far cessare la “malattia da infinito” dello sviluppo capitalista, ovvero la  forsennata corsa della tecnica a occupare sempre più spazio, a sostituire il mondo.<br />
</span><span style="color: #000000;"><strong>c)</strong></span><span style="color: #000000;"> Nel 2001, Toni Negri ha affermato che “l’escatologia è stata forse l&#8217;unica chiave positiva dell&#8217;Occidente” aggiungendo, dieci<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Negri11.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3273" title="Negri1" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Negri11-150x150.gif" alt="" width="79" height="79" /></a> anni dopo,  che l’attuale crisi economica (coincidente, come dicevamo più sopra, con una delle tante narrazioni della Fine) sta dischiudendo una nuova potenza costituente e quest’ultima, attraverso le lotte sociali, sta ponendo a fondamento dell’essere ciò che è comune fra gli uomini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #0000ff;">IL RUOLO DELL&#8217;APOCALISSE NELLA LOTTA PER IL COMUNE</span></strong><br />
</span></p>
<p style="color: #000000; text-align: justify;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/acqua-pubblica1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3268" title="acqua-pubblica" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/acqua-pubblica1-150x150.jpg" alt="" width="121" height="121" /></a><span style="color: #000000;">Orbene, eccoci finalmente arrivati al punto. Le grandi contraddizioni di questa epoca, i grandi movimenti di contestazione e in generale i conflitti sociali più recenti, stanno ruotando intorno al tema del <em>comune</em>. Da parte dei </span><span style="color: #000000;">suoi teorici e, più vagamente, da parte dei molti</span><span style="color: #000000;"> che lottano per l’acqua pubblica o per la libertà di condivisione di saperi sul web, il <em>comune</em> è percepito come un dispositivo ontologico. In senso più o meno spinoziano, il<em> comune</em> è cioè letto come un accrescimento dell’essere in virtù della sua valenza relazionale. In questa lotta mortale che vede da una parte l’istanza del <em>comune</em> e dall’altra le <em>enclosures</em> imposte dal sistema capitalista, ebbene, l’Apocalisse svolge un ruolo cruciale. Il problema è solo capire di quale ruolo si tratti.<br />
Cosa vuole dire tutto questo?<br />
Nell’ottica ottimista, vuole grosso modo dire che:<br />
<strong>a) </strong> l’apocalittica è un prodotto del cristianesimo e rappresenta – come argomentato dall’antropologo Renè Girard – l’avvento di una rapprese</span><span style="color: #000000;">n</span><span style="color: #000000;">t</span><span style="color: #000000;">a</span><span style="color: #000000;">zione non più<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/muss9711.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3291" title="muss971" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/muss9711-276x300.jpg" alt="" width="183" height="198" /></a> ciclica, bensì lineare del tempo storico;<br />
<strong>b) </strong>il comunismo del ‘900 era incentrato su un’idea lineare e progressiva del tempo storico e quindi – come intuito dal filosofo Karl Loewith nonché dal biblista Sergio Quinzio – esso non è stato altro che la traslazione secolarizzata dell’apocalittica cristiana;<br />
<strong>c)</strong> quindi, se da una parte le narrazioni della Fine tendono a occludere la percezione di ciò che è comune fra gli uomini, nondimeno potrebbero preludere a potenzialità di fuoriuscita dalla rassegnazione e a un nuovo sentire collettivo; potrebbero cioè determinare </span>-<span style="color: #000000;"> al pari del paleocristianesimo di due millenni fa </span>-<span style="color: #000000;"> la visione di “cielo nuovo e terra nuova”.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ci troviamo, pertanto, dinanzi a <em>due assiomi contrapposti</em>:</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/NuovaGerusalemme2.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3288" title="NuovaGerusalemme" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/NuovaGerusalemme2-300x289.jpg" alt="" width="300" height="289" /></span></a>a)</strong>  </span>L<span style="color: #000000;">e narrazioni sulla Fine sono terreno di conquista per il fatalismo e il fondamentalismo, nascono dalla perdita di senso della triade tecnica-lavoro-progresso e, esprimendo sfiducia nel tempo storico, esprimono sfiducia nella sfera collettiva</span>. D<span style="color: #000000;">unque, <em>l’Apocalisse come impossibilità del comune a manifestarsi</em></span>.<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>b)</strong>  </span>L<span style="color: #000000;">e narrazioni sulla Fine denunciano la mancanza di senso dell’ideologia dominante</span>. <span style="color: #000000;">Difatti i</span><span style="color: #000000;">l capitalismo, per legittimarsi, utilizza ancor oggi categorie ideologiche come “crescita”, “modernità” e “progresso”</span>, <span style="color: #000000;">ma</span><span style="color: #000000;"> il problema è che suddette categorie – venuto meno il lavoro come fondamento dell’essere – hanno </span><span style="color: #000000;">recis</span><span style="color: #000000;">o il rapporto originari</span>amente<span style="color: #000000;"> intessuto con il tempo storico e con la sfera relazionale</span>. Pertanto,<span style="color: #000000;"> questa “impossibilità” del capitalismo sta consentendo la nascita d</span>&#8216;<span style="color: #000000;">una rinnovata percezione del tempo e delle relazioni </span>e quest&#8217;ultima <span style="color: #000000;">sta, sin da ora, </span>emerge<span style="color: #000000;">ndo proprio in ragione delle macerie che ci avvolgono</span>. D<span style="color: #000000;">unque,<em> l’Apocalisse come palingenesi del comune</em>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> In conclusione, allora, ci resta una sola domanda: quale di questi due assiomi, alla fine, ci troveremo a verificare? Quale di essi prevarrà?</span><strong><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></strong></p>
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		<title>Glossario di Guerra 2012 &#8211; SO&#8217; MARIO</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Paccosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DI SEGUITO, IL SO’ MARIO DEL GLOSSARIO DI GUERRA 2012. A OGNI VOCE CORRISPONDERÀ, NELLE PROSSIME SETTIMANE, UN BREVE ARTICOLO VOLTO PIÙ A PORRE DOMANDE CHE A OFFRIRE RISPOSTE. L’INTRODUZIONE, COMUNQUE, POTETE LEGGERLA CLICCANDO QUI. I CAPITOLI SARANNO PUBBLICATI AL RITMO DI DUE-TRE A SETTIMANA.  BUONA LETTURA. A come Apocalisse Che si parli di crisi finanziaria, ambientale o energetica, la parola Apocalisse imperversa come non mai nei media e nell’immaginario. A prima vista, nessuno appare davvero preoccupato della fine del mondo. Forse, però, il proliferare di narrazioni sulla Fine determina un effetto assai più sottile: forse alimenta quel senso d’impotenza e di rassegnazione collettiva che, nel dibattito filosofico odierno, viene identificato tramite l’espressione “fine del futuro”. B come Banca Centrale Europea La BCE ha imposto una politica economica alla Grecia. Tale politica ha generato recessione,  povertà di massa e zero crescita. Adesso, anche l’Italia sta seguendo indicazioni BCE. La guerra tra lavoratori e oligarchie economiche, dunque, consterà di uno scontro frontale sia con la BCE che, per forza di cose, con questa Unione Europea. Tale scontro avrà il compito, in primo luogo, di smascherare la natura non tecnica, bensì ideologica, delle politiche di tagli alla spesa pubblica. C come Classe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #800000;">DI SEGUITO, IL</span> <span style="background-color: #ffffff; color: #0000ff;">SO’ MARIO</span> <span style="color: #800000;">DEL GLOSSARIO DI GUERRA 2012. A OGNI VOCE CORRISPONDERÀ, NELLE PROSSIME SETTIMANE, UN BREVE ARTICOLO VOLTO PIÙ A PORRE DOMANDE CHE A OFFRIRE RISPOSTE. L’INTRODUZIONE, COMUNQUE, POTETE LEGGERLA </span><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.salottoprecario.it/2012/01/24/glossario-di-guerra-2012-introduzione/"><span style="color: #0000ff;">CLICCANDO QUI</span></a></span><span style="color: #800000;">. I CAPITOLI SARANNO PUBBLICATI AL RITMO DI DUE-TRE A SETTIMANA.  BUONA LETTURA.</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/405241_3121136237934_1550406188_32988208_1779935682_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3184" title="405241_3121136237934_1550406188_32988208_1779935682_n" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/405241_3121136237934_1550406188_32988208_1779935682_n-269x300.jpg" alt="" width="228" height="254" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/end-is-near-785574.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3185" title="end-is-near-785574" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/end-is-near-785574-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>A come Apocalisse</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Che si parli di crisi finanziaria, ambientale o energetica, la parola Apocalisse imperversa come non mai nei media e nell’immaginario. A prima vista, nessuno appare davvero preoccupato della fine del mondo. Forse, però, il proliferare di narrazioni sulla Fine determina un effetto assai più sottile: forse alimenta quel senso d’impotenza e di rassegnazione collettiva che, nel dibattito filosofico odierno, viene identificato tramite l’espressione “fine del futuro”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #0000ff;">B come Banca Centrale Europea<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/mario-draghi-vampiro-bce1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3186" title="mario-draghi-vampiro-bce1" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/mario-draghi-vampiro-bce1-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a></span></strong><br />
<span style="color: #000000;">La BCE ha imposto una politica economica alla Grecia. Tale politica ha generato recessione,  povertà di massa e zero crescita. Adesso, anche l’Italia sta seguendo indicazioni BCE. La guerra tra lavoratori e oligarchie economiche, dunque, consterà di uno scontro frontale sia con la BCE che, per forza di cose, con <em>questa</em> Unione Europea. Tale scontro avrà il compito, in primo luogo, di smascherare la natura non tecnica, bensì ideologica, delle politiche di tagli alla spesa pubblica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>C c</strong></span><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/settesette_01.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3188" title="settesette_01" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/settesette_01-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a></strong></span><span style="color: #0000ff;"><strong>ome Classe sociale</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Nel decennio scorso, abbiamo ascoltato una trasversale campagna ideologica che enunciava la scomparsa delle classi. In realtà, si trattava d’una discussione soltanto italiana e priva di riscontro nelle scienze sociali. L’esplosione della crisi economica e l’aumento delle diseguaglianze, poi, hanno finito per tacitare la questione. È però evidente che le classi di oggi non sono le stesse del Novecento. Ma allora: quali e cosa sono le classi nel dibattito sociologico odierno?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>D come Destre</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Jenni_Duncombe_Nazi_flag.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3189" title="Jenni_Duncombe_Nazi_flag" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Jenni_Duncombe_Nazi_flag-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Si fa presto a dire destra. Ci sono, invece, molte destre: quella nostalgica dei neo-nazisti; quella territoriale-identitaria che cresce in Europa e, in Italia, <em>sub specie</em> Lega; c’è una destra italiana erede della Loggia P2, ovvero i berlusconiani; c’è la destra liberista che, sul piano internazionale, guida UE e BCE; c’è molta destra nei movimenti giustizialisti nati dalla Rete; <em>last but not least</em>, c’è una destra – anch’essa liberista – ch’è situata all’interno dei partiti e dei giornali del centrosinistra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/images.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3190" title="images" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/images-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>E come Equitalia</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Cortei di protesta, occupazioni degli uffici: il movimento di massa contro Equitalia non si placa, né si lascia intimidire da pochi bombaroli utili al potere. Anzi, tutto lascia presagire che l’agenzia di riscossione sia destinata a diventare, sempre più, l’oggetto principale della rabbia popolare, il capro espiatorio della crisi. Questo, per la sinistra, potrebbe rivelarsi un problema. Saprà quest’ultima confrontarsi, cioè, con una mobilitazione di lavoratori in rivolta contro le tasse?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>F come Fisco</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/tumblr_l9xrz5WjKJ1qbuq2bo1_500.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3192" title="tumblr_l9xrz5WjKJ1qbuq2bo1_500" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/tumblr_l9xrz5WjKJ1qbuq2bo1_500-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Il Governo Monti annuncia guerra all’evasione: non parla di far emergere il sommerso, ma solo di repressione fiscale. È giusto colpire il gioielliere dichiarante 10.000 € annui? Sì, lo è. È giusto colpire, ancora una volta, milioni di precari, autonomi, artigiani e piccole imprese? No, non lo è. Dunque, occorre capire in <strong>c</strong>osa si stia per tradurre, realmente, la “lotta all’evasione”. Colpirà i benestanti o, dietro la facciata, si cela l’assalto finale delle oligarchie ai piccoli produttori?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/388535_10150362327397382_71253357381_8680814_344988933_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3194" title="388535_10150362327397382_71253357381_8680814_344988933_n" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/388535_10150362327397382_71253357381_8680814_344988933_n-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>G come Goldman Sachs</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">A sinistra, per paura di apparire complottisti, non si parla della banca d’affari Goldman Sachs. Eppure, ci sono dei dati di fatto accertati: a) Goldman Sachs ha avuto un ruolo di primo piano sia nella bolla speculativa dei mutui <em>subprime</em> americani, sia nell’indebitamento della Grecia; b) il Presidente della BCE, il premier greco e il premier italiano provengono tutti da Goldman Sachs. Parlare di questo non è complottismo. È solo guardare la realtà per quella che è.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #0000ff;">H come Hugo Chavez</span></strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Chavez-Fist.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3195" title="Chavez Fist" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Chavez-Fist-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Per ciò che riguarda la democrazia, il Venezuela di Chavez probabilmente non è il migliore dei modelli. I risultati sul piano delle politiche sociali, però, parlano chiaro. Chavez è fulcro di un’alternativa geopolitica a quel dominio di FMI e Banca Mondiale che sta strangolando anche noi. Il nuovo socialismo sudamericano ci insegna, forse, che la guerra tra lavoratori e oligarchie finanziarie non può essere combattuta senza una seria riflessione sul tema del <em>potere</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Che-flag-Iceland.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3197" title="Che-flag-Iceland" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Che-flag-Iceland-150x150.png" alt="" width="128" height="128" /></a>I come Islanda</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">La rivoluzione islandese non ha portato, come si sente dire, al ripudio totale del debito e alla rottura con l’FMI. Malgrado le esagerazioni sul web, la vicenda fornisce però indicazioni: a) la mobilitazione sociale<em> potrebbe</em> portare al ripudio del debito; gli islandesi, difatti, hanno rifiutato di pagare i debiti esteri della banca <em>Icesave</em>: parziale, ma comunque una vittoria; b) la mobilitazione può imporsi politicamente sulle oligarchie transnazionali: l’FMI aveva condizionato i prestiti al taglio del welfare ma, ben presto, ha dovuto rinunciare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>J come Job Immigration (lavoro migrante)</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/immigrati-lavoro.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3199" title="immigrati-lavoro" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/immigrati-lavoro-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Per quale motivo, nel Libro I de <em>Il Capitale</em>, Marx definisce l’immigrazione uno strumento dei padroni contro la classe operaia? Per quale motivo Confindustria sta chiedendo che in Italia – nel pieno d’una crisi occupazionale &#8211; i flussi migratori aumentino? Insomma: che succede se a sinistra, sul tema, si passa dall’approccio morale all’analisi materialista? Succede, in primis, che la lotta per i diritti di cittadinanza dei migranti </span><span style="color: #000000;">può, forse, sganciarsi</span><span style="color: #000000;"> dall&#8217;adesione ideologica alla globalizzazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/KrugmanAndStiglitz.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3201" title="KrugmanAndStiglitz" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/KrugmanAndStiglitz-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>K come Krugman (e altri economisti)</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Economisti di fede liberale come Krugman, Stiglitz e Roubini criticano – chi più chi meno – le politiche economiche imposte dalla BCE (e dalla UE) prima alla Grecia e quindi all’Italia. Motivo: sono politiche che creano recessione e che, con buona probabilità, non salveranno l’euro. La critica principale riguarda proprio quel dogma che nessuno – nei partiti come nei media – osa mettere in discussione: la necessità dei tagli alla spesa pubblica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>L come Libia</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/gheddafi-corpo2-afp-258.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3204" title="gheddafi-corpo2-afp-258" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/gheddafi-corpo2-afp-258-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Oggi il quadro è chiaro, giacché i fatti sono trapelati anche nei media mainstream. In Libia è stata combattuta una guerra colonialista tramite una notizia falsa (i bombardamenti di Gheddafi sui manifestanti): un’alleanza tra NATO e jihad islamica atta a favorire Total e British Petroleum. E la menzogna ha visto connivente tutta la sinistra: sia quella riformista che quella di movimento. Tutta la “primavera araba”, pertanto, dev’essere ri-analizzata in modo materialista anziché poetico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/the-goldman-sachs.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3203" title="the-goldman-sachs" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/the-goldman-sachs-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>M come Mario Monti</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Mario Monti è un esponente dell’oligarchia finanziaria che egemonizza l’Occidente. L’obiettivo dell’oligarchia è azzerare quel <em>potere politico</em> che i lavoratori hanno conquistato durante il fordismo. Ma vi è anche l’obiettivo di trasformare i due principali partiti italiani: a) il PDL, dovrebbe emanciparsi dall’eredità della P2 e divenire un partito liberista “normale”; b) il PD, invece, dovrebbe affossare quanto rimastogli in eredità dalla socialdemocrazia e dal movimento operaio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>N come Neocomunismo</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/IMGP6454.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3205" title="IMGP6454" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/IMGP6454-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Il neocomunismo non è un’ideologia, bensì una costellazione di idee e pratiche diverse. Neocomunismo sono tutte le lotte e istanze incentrate sul tema del <em>comune</em>: dalle libertà digitali sul web all’acqua pubblica. Il neocomunismo è potente perché, rivendicando ciò che è comune, parla del linguaggio con cui comunichiamo, dell’aria che respiriamo. Il neocomunismo è altresì debole poiché pone il tema dei diritti senza, al momento, porre altrettanta riflessione sul tema del <em>potere</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/v_for_vendetta.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3206" title="v_for_vendetta" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/v_for_vendetta-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>O come Occupy Wall Street</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Il nuovo movimento di contestazione globale è l’espressione materiale, al momento, della guerra fra lavoratori e oligarchie economiche. Il suo punto di forza sta nel negare la natura tecnica – cioè oggettiva e necessaria – delle politiche liberiste. Il suo punto di debolezza è invece il non avere una posizione chiara sul paradigma a monte, ovvero sulla globalizzazione. Infine, questo movimento ha lo stesso problema dei suoi recenti predecessori: crea sì conflitto sociale, però a intermittenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>P come Precari</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/san_precario_prefettura_01.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3208" title="san_precario_prefettura_01" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/san_precario_prefettura_01-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Nel 2011, i precari europei hanno cominciato a trasformarsi in una classe cosciente d’esser tale; ovvero, secondo la definizione di Marx, in una classe <em>per sé</em>. Mobilitazioni precarie hanno pervaso l’Europa come mai prima. Il punto non è più, dunque, la presa di coscienza o meno dei precari, bensì il chiedersi se essi siano la <em>classe generale</em> del XXI secolo. Occorre una specificità precaria oppure la precarizzazione di tutto il lavoro impone, ormai, un’idea di classe lavoratrice più estesa?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/brain-wash.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3213" title="brain-wash" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/brain-wash-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>Q come Quotidianità</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">La mobilitazione sociale si esprime, oggi, con eventi spettacolari ed extra-quotidiani (Genova-G8, V-Day). Lo stato di cose esistente, invece, si riproduce con il lavoro, i media, i consumi, cioè nella quotidianità. Come superare questo gap? Guardando alle origini del movimento dei lavoratori, questi si rafforzò con le Mutue e le Case del Popolo. Seppe cioè uscire dalla condanna all’intermittenza &#8211; che è propria delle lotte sociali &#8211; creando strumenti d’aggregazione quotidiana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>R come Repubblica (il quotidiano)</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/fcef1420a8e6d96d514549fa3bb6134a_XL.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3214" title="fcef1420a8e6d96d514549fa3bb6134a_XL" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/fcef1420a8e6d96d514549fa3bb6134a_XL-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Da circa trent’anni, il giornale-partito del liberismo “progressista” tenta di etero-dirigere la sinistra italiana. I risultati: sconfitte elettorali a gogò e scollamento progressivo della sinistra dal mondo del lavoro. La <em>vision</em> di <em>Repubblica</em> è quella d’un bipolarismo composto da due schieramenti, entrambi liberisti. Oggi, col Governo Monti, Scalfari e soci hanno trovato prospettiva d’attuazione a tale schema. Di qui, la propaganda pedissequa che il quotidiano riserva ogni giorno al governo “tecnico”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/berti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3215" title="berti" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/berti-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>S come Sinistre</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Assistiamo al fallimento di due sinistre. Quella cosiddetta radicale, legata all’intermittenza dei movimenti e, dunque, incapace d’incidere sulla quotidianità. Quella riformista che, invece, voleva cambiare il capitalismo accettandone la struttura: l’attuale perdita di potere politico dei lavoratori denuncia il fallimento anche di tale opzione. Ma se entrambe le sinistre han fallito, non sarà proprio la frattura tra riformismo e rivoluzione &#8211; avvenuta ai primi del Novecento – ciò che oggi occorrerebbe superare?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>T come Teoria del Complotto</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/twin-towers-pics.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3216" title="twin towers pics" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/twin-towers-pics-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Il proliferare di teorie del complotto è certo dovuto al fatto che Internet funziona per ridondanze. Ma c’è anche la valanga di menzogne che, da un decennio, i media propagano in politica estera. L’abbiam visto con l’Iraq, poi con la Libia. Da una parte chi, con semplicismo, vede complotti ovunque. Dall’altra, chi afferma che i complotti non esistono. Che fare per il buon senso? Come far capire, cioè, che molte teorie del complotto sono sciocchezze ma alcune, forse, non lo sono affatto?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/garda-attn.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3217" title="garda-attn" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/garda-attn-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>U come Ungheria</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">La guerra scatenata da oligarchie e BCE contro i lavoratori, ha fatto sì che i partiti di estrema destra siano cresciuti in tutta Europa. E in Ungheria, con la vittoria elettorale di Viktor Orbàn, il fascismo si è alla fine materializzato. A molti lavoratori europei, al ceto medio sotto attacco, l’estrema destra appare – giacché anti-globalista – come l’unica via di fuga. Per scongiurare il fascismo, allora, occorre </span>forse<span style="color: #000000;"> una sinistra emancipata dal mito della globalizzazione</span>?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>V come Vaffanculo Day (Grillo, Casaleggio e le multinazionali)</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/grillo-casaleggio.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3219" title="grillo-casaleggio" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/grillo-casaleggio-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Sappiamo, da tempo, che i siti web di Grillo e Di Pietro sono gestiti dalla Casaleggio Associati. Ora che Gianroberto Casaleggio ha pubblicato un libro assieme a Grillo, sappiamo altresì che si tratta d’una relazione non professionale, ma politica. Casaleggio, uomo vicino alle principali <em>corporation</em> americane, propugna l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Tutti d&#8217;accordo, vero? Beh, che ne direste se, invece, questo comportasse l’instaurazione d’un sistema politico controllato, come negli USA, dalle classi ricche e dalle multinazionali?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong> <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/poster.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3221" title="poster" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/poster-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>W come Welfare State</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">La sinistra, per trent’anni, si è arroccata a difesa del welfare conquistato dai lavoratori durante il fordismo. Il risultato di tale strategia “difensivista” sono sotto i nostri occhi: sconfitta totale e inappellabile. Il vecchio welfare, però, fu ottenuto grazie a un insieme di rivendicazioni radicali, massimaliste, <em>di potere</em>. Affinché vinca l’unica idea “aggressiva” di welfare degli ultimi decenni &#8211; il reddito di cittadinanza – è allora necessario comprendere a fondo la storia della lotta di classe.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>X come X-Hour (ora X)</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Obama-Libya.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3220" title="Obama-Libya" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Obama-Libya-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Molto presto ci sarà una guerra. Nessuno ne parla eppure non si è mai vista, nella storia umana, una crisi strutturale che non abbia trovato sbocco nella guerra. Secondo gli analisti geopolitici, non si tratterà d’una guerra delimitata a un piccolo stato, bensì di un conflitto macro-regionale, probabilmente in Medio Oriente. Insomma, non vi sono certezze fuorché una: la sinistra – come per l’11 settembre, come per l’aggressione coloniale alla Libia – sarà impreparata a interpretare quel che accadrà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong> <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Muhammad_Yunus.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3225" title="Muhammad_Yunus" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Muhammad_Yunus-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" /></a>Y come Yunus</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Il microcredito inventato da Muhammad Yunus in Bangladesh, non è certo la risoluzione ai mali del liberismo. Ma indica, all’Europa e all’Italia, i parziali paradigmi di un welfare post-fordista: a) l’autovalorizzazione delle classi povere si esprime spesso, nel Terzo Mondo come nelle periferie italiane, tramite attività di natura imprenditoriale; b) aiutare i lavoratori a imprendere, può portare all’emersione di quest’immensa “imprenditorialità precaria”, cioè alla fuoriuscita dal lavoro nero.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Z come Zizek</strong></span><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/slavoj_zizek.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3226" title="slavoj_zizek" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/slavoj_zizek-150x150.jpg" alt="" width="124" height="124" /></a><br />
<span style="color: #000000;">Slavoj Zizek è il filosofo neocomunista oggi più “di tendenza”. Il concetto-chiave di <em>comune</em> è stato, a suo tempo, sistematizzato da Toni Negri e Michael Hardt. Con Zizek, però, tale concetto si tinge di elementi nuovi: a) l’antagonismo tra neocomunismo e globalizzazione reale; b) la divergenza col multiculturalismo e quindi la necessità, per la sinistra, di introdurre un universalismo non fondato sulla tolleranza, bensì sulla lotta comune.</span></p>
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		<title>Glossario di Guerra 2012 &#8211; Introduzione</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Paccosi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GLOSSARIO DI GUERRA 2012 Tra crisi economica, guerra sociale e neocomunismo INTRODUZIONE DOPO UN LUNGO PERIODO DI PAUSA DOVUTO A IMPEGNI LAVORATIVI DEI REDATTORI, SALOTTO PRECARIO RIPRENDE LE PUBBLICAZIONI E LO FA UTILIZZANDO LA FORMULA OGGI PIÙ IN VOGA, OVVERO L’ELENCO. UN PICCOLO ARTICOLO PER OGNI LETTERA DELL’ALFABETO E, IN CORRISPONDENZA DI OGNI LETTERA, UN TEMA D’ATTUALITÀ. QUESTO GLOSSARIO DI GUERRA PROVERÀ DUNQUE, DA UN PUNTO DI VISTA MARXISTA, A FARE IL PUNTO SULLA SITUAZIONE CHE STIAMO ATTRAVERSANDO. IN QUALCHE CASO SARANNO ESPLICITATE DELLE TESI, IN ALTRI CASI CI SI LIMITERÀ A PORRE DELLE DOMANDE. ALCUNE VOLTE SI PARLERÀ DEL CONTESTO INTERNAZIONALE, ALTRE VOLTE SI PORRÀ ATTENZIONE ALLE VICENDE ITALIANE. INOLTRE, CI SI SFORZERÀ IL PIÙ POSSIBILE DI PROVARE E DOCUMENTARE QUANTO SI VA ESPONENDO. IN NESSUN CASO, COMUNQUE, SI AVRÀ LA PRETESA DI PROPORRE SOLUZIONI “CHIAVI IN MANO” ALLA FASE CRITICA CHE STIAMO VIVENDO. LA POSTA IN GIOCO È IL POTERE POLITICO Utilizziamo l’espressione “Glossario di Guerra” per il semplice motivo che c’è una guerra sociale in corso. Nei paesi occidentali, questa guerra vede in campo da una parte le oligarchie economico-finanziarie che controllano tanto l’economia quanto le istituzioni statali; dall’altra, la massa dei lavoratori precari alla quale vanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium; color: #0000ff;">GLOSSARIO DI GUERRA 2012</span></strong><br />
<strong><span style="color: #800000;">Tra crisi economica, guerra sociale e neocomunismo</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>INTRODUZIONE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/karl_marx_mask2_xlarge.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3165" title="karl_marx_mask2_xlarge" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/karl_marx_mask2_xlarge-150x150.jpg" alt="" width="153" height="153" /></a><span style="font-size: x-small;"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #800000;">DOPO UN LUNGO PERIODO DI PAUSA DOVUTO A IMPEGNI LAVORATIVI DEI REDATTORI, SALOTTO PRECARIO RIPRENDE LE PUBBLICAZIONI E LO FA UTILIZZANDO LA FORMULA OGGI PIÙ IN VOGA, OVVERO L’ELENCO.</span><br />
<span style="color: #800000;"> UN PICCOLO ARTICOLO PER OGNI LETTERA DELL’ALFABETO E, IN CORRISPONDENZA DI OGNI LETTERA, UN TEMA D’ATTUALITÀ. QUESTO <span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;">GLOSSARIO DI GUERRA</span> PROVERÀ DUNQUE, DA UN PUNTO DI VISTA MARXISTA, A FARE IL PUNTO SULLA SITUAZIONE CHE STIAMO ATTRAVERSANDO.</span><br />
<span style="color: #800000;"> IN QUALCHE CASO SARANNO ESPLICITATE DELLE TESI, IN ALTRI CASI CI SI LIMITERÀ A PORRE DELLE DOMANDE. ALCUNE VOLTE SI PARLERÀ DEL CONTESTO INTERNAZIONALE, ALTRE VOLTE SI PORRÀ ATTENZIONE ALLE VICENDE ITALIANE. INOLTRE, CI SI SFORZERÀ IL PIÙ POSSIBILE DI PROVARE E DOCUMENTARE QUANTO SI VA ESPONENDO. IN NESSUN CASO, COMUNQUE, SI AVRÀ LA PRETESA DI PROPORRE SOLUZIONI “CHIAVI IN MANO” ALLA FASE CRITICA CHE STIAMO VIVENDO.</span><br />
</span></strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">LA POSTA IN GIOCO È IL POTERE POLITICO</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Utilizziamo l’espressione “Glossario di Guerra” per il semplice motivo che c’è una <strong>guerra sociale</strong> in corso. Nei paesi occidentali, questa guerra vede in campo da una parte le oligarchie economico-finanziarie che controllano tanto l’economia quanto le istituzioni statali; dall’altra, la massa dei lavoratori precari alla quale vanno aggiungendosi, oramai, quei lavoratori un tempo garantiti e che si trovano, oggi, in fase di progressiva preca<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/MOnti-Napolitano-alla-Scala2.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="size-full wp-image-3169 alignright" title="MOnti Napolitano alla Scala" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/MOnti-Napolitano-alla-Scala2.jpg" alt="" width="364" height="272" /></span></a>rizzazione.</span><br />
<span style="color: #000000;"> In questa guerra, la posta in gioco è una sola: <strong>il potere politico</strong>. A fronte della crisi, le oligarchie occidentali si pongono infatti l’obiettivo di azzerare quel potere politico che il mondo del lavoro ha conquistato nel Novecento e, in particolare, durante quella specifica fase del capitalismo che è passata alla storia col nome di fordismo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> D’altro canto, quel potere politico fu il risultato d’un compromesso: la spaventosa pressione delle lotte operaie, la soggettivazione politica del mondo giovanile, nonché l’esondazione della forza-lavoro femminile, portarono – dapprima agli inizi e poi durante la metà del secolo scorso &#8211; alla materializzazione del welfare moderno. Non c’è alcun diritto o alcuna tutela – dallo Statuto dei Lavoratori in Italia alle misure per la continuità di reddito nel resto d’Europa &#8211; che non sia espressione d’un compromesso conseguente a un conflitto sociale. Dunque, non esiste storia del <em>welfare state</em> che non sia, anche e soprattutto, una storia di lotta per il potere politico.</span></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">PERCHÉ PARLIAMO DI GUERRA</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/251010-sergio-marchionne-e-fabio-fazio-large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3163" title="251010-sergio-marchionne-e-fabio-fazio-large" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/251010-sergio-marchionne-e-fabio-fazio-large-300x179.jpg" alt="" width="316" height="189" /></a><span style="color: #000000;">Se riteniamo necessario parlare di guerra, inoltre, non è per mero gusto dell’iperbole retorica e, tantomeno, per alludere all’impiego delle armi. Parliamo di guerra perché, al termine di questo ciclo, non vi sarà alcun compromesso. Sul piano politico, qualcuno vincerà e qualcun altro soccomberà. E in guerra, difatti, l’obiettivo è proprio quello di annientare il nemico oppure di porlo in una condizione di minorità irreversibile.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il welfare fordista e il welfare d’inizio Novecento fecero sì che la massa dei lavoratori acquisisse un relativo potere politico nei confronti dei capitalisti e, soprattutto, nei confronti dello Stato. Oggi, affinché il capitalismo possa sopravvivere a se stesso, affinché possa metamorfosarsi per l’ennesima volta, è assolutamente indispensabile azzerare quel potere politico.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il problema non sono i diritti, non è la produttività e non è neppure il costo del lavoro in quanto tale: quelle sono tutte manifestazioni, fenomenologie d’un problema più ampio ch’è situato a monte.<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-fazio.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-3171" title="monti-fazio" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-fazio-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></span></a></span><br />
<span style="color: #000000;"> Senza alcuna ironia, dobbiamo ringraziare Sergio Marchionne per averci aperto gli occhi. Grazie al colpo di mano sul diritto di sciopero da questi effettuato a Pomigliano, abbiamo potuto comprendere che il problema – la questione di vita o di morte, per la struttura capitalista – consta innanzitutto del potere politico. Ovvero dell’azzerare la capacità dei lavoratori d’interdire, di concertare, d’insubordinarsi, di confrontarsi in maniera paritetica,  di disporre di strutture organizzative autonome, di esprimere un’effettiva sovranità e un effettivo potere.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Lo scenario della crisi nell’Eurozona, l’insediamento degli uomini della banca d’affari Goldman Sachs nelle postazioni-chiave, il Governo Monti in Italia… ciascuno di questi elementi è tassello della guerra sociale in corso. Ciascuno di questi elementi costituisce uno snodo strategico, un passaggio cruciale della lotta per il potere politico che si sta combattendo tra oligarchie e lavoratori.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>IL FALLIMENTO DELLE DUE SINISTRE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Veltroni-Calearo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3172" title="Veltroni-Calearo" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/Veltroni-Calearo.jpg" alt="Walter Veltroni candida nel PD Massimo Calearo" width="188" height="132" /></a><span style="color: #000000;">In questo scenario, il Glossario di Guerra analizzerà il fallimento della sinistra, senza porre alcuna distinzione, a riguardo, tra sinistra riformista e sinistra di movimento.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Entrambe le sinistre sono state finora &#8211; seppure in modo diverso &#8211; prive di strumenti interpretativi adeguati e hanno, anzi, aderito subordinatamente ai paradigmi liberisti tra i quali, sopra tutti, la globalizzazione. Da Romano Prodi a Toni Negri, tutta la sinistra al gran completo ha difatti declamato, nell’ultimo decennio, accorati <em>peana</em> alla globalizzazione: i risultati di questo innamoramento, ebbene, sono sotto i nostri occhi.<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/300px-Vladimir_Luxuria_and_Fausto_Bertinotti.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-full wp-image-3173" title="300px-Vladimir_Luxuria_and_Fausto_Bertinotti" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/300px-Vladimir_Luxuria_and_Fausto_Bertinotti.jpg" alt="" width="182" height="121" /></span></a></span><br />
<span style="color: #000000;"> Particolarmente grave, peraltro, risulta la responsabilità della sinistra sindacale. Quest’ultima si  trova da trent’anni arroccata a difesa del welfare fordista, in una sorta di guerra di trincea. Malgrado le ripetute vittorie strategiche riportate dall’estabilishment liberista, a tutt’oggi i sindacati non appaiono sfiorati da dubbio alcuno. In altre parole, sembrano non considerare il fatto che qualsiasi guerra, per essere vinta, non potrà mai &#8211; mai e poi mai &#8211; essere combattuta solo ed esclusivamente in difesa.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/cgil.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3174" title="cgil" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/cgil-150x150.jpg" alt="" width="115" height="115" /></span></a>Ad ogni modo, per argomentare sul fallimento delle due sinistre, non c’è bisogno di fare troppa filosofia: negli ultimi decenni il mondo del lavoro non ha fatto altro che cedere, passo dopo passo, quote crescenti di potere politico. In un’ottica materialista, si dà il caso che contino i risultati e soltanto quelli. Orbene, sul piano dei risultati concreti</span>,<span style="color: #000000;"> negli ultimi trent’anni</span>,<span style="color: #000000;"> il fallimento della sinistra – sia riformista che di movimento – </span>pesa in tutta la sua materialità e concretezza<span style="color: #000000;">.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Ma allora, se entrambe le sinistre hanno fallito, non potrebbe darsi che sia proprio la frattura tra riformismo e rivoluzione &#8211; avvenuta ai primi del Novecento – ciò che oggi occorrerebbe superare?</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>L’AVVENTO DEL NEOCOMUNISMO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">All’orizzonte di questo deserto, si aggira lo spettro – tanto etereo quanto vasto – del <strong>neocomunismo</strong>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/comitato-referendum-acqua-pubblica.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3175" title="comitato-referendum-acqua-pubblica" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/comitato-referendum-acqua-pubblica-300x229.jpg" alt="" width="155" height="119" /></span></a>Quest’ultimo non è un’ideologia né un movimento, bensì una costellazione di idee e pratiche eterogenee. Neocomunismo sono, infatti, tutte le lotte e istanze incentrate sul tema del <em>comune</em>: dalle libertà digitali sul web all’acqua pubblica.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Quindi, non si tratta veramente d’uno “spettro”, bensì di una potenza agente già sviluppata e consolidata. Stiamo cioè parlando dell’unica mutazione antropologica &#8211; negli ultimi decenni e in Occidente &#8211; che non sia stata determinata dal liberismo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Sul versante della teoria, il neocomunismo dispone d’un vasto esercito che comprende Alain Badiou, Toni Negri, Slavoj Zizek e tantissimi altri.<a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/d6ac96630184ade3ed63370ed1b854ea.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignright size-medium wp-image-3176" title="d6ac96630184ade3ed63370ed1b854ea" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/d6ac96630184ade3ed63370ed1b854ea-300x194.jpg" alt="" width="197" height="127" /></span></a></span><br />
<span style="color: #000000;"> Esso acquisisce altresì una relativa soggettività politica, al momento, tramite i movimenti occidentali di contestazione quali <em>Indignados</em> e <em>Occupy Wall Street</em> nonché, saltuariamente, tramite delimitate istanze espresse da parti del campo riformista. In altre parole, il neocomunismo esprime sia continuità che discontinuità dalla sinistra novecentesca. Tra gli <a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/creative_commons_3307.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3177" title="creative_commons_3307" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2012/01/creative_commons_3307-300x168.jpg" alt="" width="197" height="110" /></span></a>aspetti discontinui, però, vi è una sensibile tendenza a bypassare la centralità delle tematiche del lavoro; dunque, a bypassare i conflitti fra le classi sociali nonché la questione generale del potere politico.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Uno dei principali compiti del Glossario di Guerra consterà, pertanto, dell’analizzare punti di forza e punti di debolezza del neocomunismo. Questo al fine di comprendere se la costellazione neocomunista sia o meno in grado di combattere la guerra sociale in corso e se abbia, soprattutto, chance di vincerla.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #0000ff;">LE VOCI DEL GLOSSARIO</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Di seguito, le voci del glossario che si susseguiranno nelle prossime settimane:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #0000ff;">A come Apocalisse <span style="color: #800000;"> B come Banca Centrale Europea</span>  C come Classe sociale  <span style="color: #800000;">D come Destre</span>  E come Equitalia  <span style="color: #800000;">F come Fisco</span>  G come Goldman Sachs  <span style="color: #800000;">H come Hugo Chavez </span> I come Islanda  <span style="color: #800000;">J come Job Immigration (lavoro migrante) </span> K come Krugman (e altri economisti)  <span style="color: #800000;">L come Libia </span> M come Mario Monti  <span style="color: #800000;">N come Neocomunismo </span> O come Occupy Wall Street  <span style="color: #800000;">P come Precari</span>  Q come Quotidianità  <span style="color: #800000;">R come Repubblica (il quotidiano) </span> S come Sinistre  <span style="color: #800000;">T come Teorie del Complotto</span>  U come Ungheria  <span style="color: #800000;">V come Vaffanculo Day (Grillo, Casaleggio e le multinazionali)</span>  W come Welfare State  <span style="color: #800000;">X come X-Hour (ora X)</span>  Y come Yunus  <span style="color: #800000;">Z come Zizek</span></span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>(1 di 28 &#8211; continua)</em></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.salottoprecario.it%2F2012%2F01%2F24%2Fglossario-di-guerra-2012-introduzione%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Permessi (ROL) ed ex-festività non goduti? L&#8217;azienda versa il contributo all&#8217;INPS!</title>
		<link>http://www.salottoprecario.it/2011/10/24/permessi-rol-ed-ex-festivita-non-goduti-lazienda-versa-il-contributo-allinps/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 09:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Di Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e Welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[Recentemente le aziende, ma non tutte, si sono mobilitate verso i propri dipendenti per informarli che secondo una disposizione (maggiori info qui nonché qui) del Ministero del Lavoro/INPS le ore di permesso e le ex-festività non godute entro il termine prefissato (dalla contrattazione collettiva o da quella individuale) saranno soggette a contributo INPS (da parte del datore). In particolare il versamento va fatto entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui si colloca il termine ultimo di godimento del permesso. Le aziende però possono derogare, in accordo con il lavoratore, tale normativa e fare compilare all&#8217;interessato un modulo per la fruizione delle suddette ore in un secondo momento (banca ore indeterminata). Informatevi presso la vostra azienda e controllate il vostro cedolino! N.B. La sottoscrizione dell&#8217;accordo datato 14 ottobre, consente all&#8217;azienda unicamente  di evitare un esborso finanziario anticipato e di differirlo al momento in cui i permessi verranno effettivamente goduti dal lavoratore, per quest&#8217;ultimo nulla cambierà rispetto a quanto acquisito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Recentemente le aziende, ma non tutte, si sono mobilitate verso i propri dipendenti per informarli che secondo una disposizione (maggiori info <a href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/AB4AF0BC-19A7-404E-B869-DAFD712159DC/0/162011.pdf">qui</a> nonché <a href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/F04F3A13-BCDF-4221-B34B-66092305B05A/0/MLnota3giugno2011ROLprecisazioniinterpellon162011.pdf">qui</a>) del <strong>Ministero del Lavoro</strong>/<strong>INPS</strong> <strong>le ore di permesso e le ex-festività</strong> non godute entro il termine prefissato (dalla contrattazione collettiva o da quella individuale) <span style="text-decoration: underline;">saranno soggette a contributo INPS</span> (da parte del datore).</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.teleconsul.it/BDHTML_New/img/600x330/cig_inps.jpg" alt="" width="600" height="330" /></p>
<p style="text-align: justify;">In particolare il versamento va fatto entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui si colloca il termine ultimo di godimento del permesso. <strong>Le aziende però possono derogare</strong>, in accordo con il lavoratore, <strong>tale normativa e fare compilare all&#8217;interessato un modulo per la fruizione delle suddette ore in un secondo momento</strong> (banca ore indeterminata).</p>
<p style="text-align: justify;">Informatevi presso la vostra azienda e controllate il vostro cedolino!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">N.B.</p>
<p style="text-align: justify;">La sottoscrizione dell&#8217;accordo datato 14 ottobre, consente all&#8217;azienda unicamente  di evitare un esborso finanziario anticipato e di differirlo al momento in cui i permessi verranno effettivamente goduti dal lavoratore, per quest&#8217;ultimo nulla cambierà rispetto a quanto acquisito.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		</item>
		<item>
		<title>ROMA, 15 OTTOBRE: SIAMO SOLO ALL&#8217;INIZIO (una testimonianza esente dall&#8217;isteria di queste ore).</title>
		<link>http://www.salottoprecario.it/2011/10/17/roma-15-ottobre-siamo-solo-allinizio-testimonianza-esente-dallisteria-di-questi-giorni/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 12:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Paccosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica, partiti, movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[mobilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
		<category><![CDATA[Salotto Precario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salottoprecario.it/?p=3128</guid>
		<description><![CDATA[Sono stato alla manifestazione di Roma del 15 ottobre. Con questa auto-intervista, spero di fornire ai lettori qualche informazione che aiuti a orientarsi in mezzo al chiacchiericcio politico-mediatico di queste ore. In che spezzone della manifestazione ti trovavi? Sei finito in mezzo agli scontri? Ero con la rete de Il nostro tempo è adesso, quella che organizzò la manifestazione nazionale dei precari il 9 aprile scorso. Sfilavo con loro perché Salotto Precario fu uno dei promotori bolognesi di quell’appuntamento. Il nostro spezzone era piuttosto indietro e, quindi, non siamo incappati in nessun incidente. Abbiamo visto le auto bruciate, le vetrine infrante nonché imponenti colonne di fumo che si stagliavano all’orizzonte. Quando sono cominciate ad arrivare notizie sulla situazione in Piazza San Giovanni, il corteo ha deciso di deviare e concludere la manifestazione vicino alla Stazione Termini. Quando sei in un corteo composto da più di 200.000 persone, hai una percezione pressoché nulla di quanto sta accadendo. Di conseguenza, quel poco che so l’ho raccolto dalle voci di testimoni oculari con cui ho avuto modo di parlare una volta tornato al parcheggio dei pullman che ci avrebbero ricondotto a casa. Nessuno si aspettava gli scontri, vero? Col cazzo. TUTTI quelli che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Sono stato alla manifestazione di Roma del 15 ottobre. Con questa auto-intervista, spero di fornire ai lettori qualche informazione che aiuti a orientarsi in mezzo al chiacchiericcio politico-mediatico di queste ore.</em><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2011/10/manifestazione-15-ottobre-638x425.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3142" title="manifestazione-15-ottobre-638x425" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2011/10/manifestazione-15-ottobre-638x425.jpg" alt="" width="439" height="292" /></a>In che spezzone della manifestazione ti trovavi? Sei finito in mezzo agli scontri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ero con la rete de <em><a href="http://www.ilnostrotempoeadesso.it/">Il nostro tempo è adesso</a></em>, quella che organizzò la manifestazione nazionale dei precari il 9 aprile scorso. Sfilavo con loro perché Salotto Precario <a href="http://www.salottoprecario.it/2011/04/05/manifestazione-precaria-del-9-aprile-ci-si-vede-in-piazza-s-francesco/">fu uno dei promotori bolognesi di quell’appuntamento</a>.<br />
Il nostro spezzone era piuttosto indietro e, quindi, non siamo incappati in nessun incidente. Abbiamo visto le auto bruciate, le vetrine infrante nonché imponenti colonne di fumo che si stagliavano all’orizzonte. Quando sono cominciate ad arrivare notizie sulla situazione in Piazza San Giovanni, il corteo ha deciso di deviare e concludere la manifestazione vicino alla Stazione Termini.<br />
Quando sei in un corteo composto da più di 200.000 persone, hai una percezione pressoché nulla di quanto sta accadendo. Di conseguenza, quel poco che so l’ho raccolto dalle voci di testimoni oculari con cui ho avuto modo di parlare una volta tornato al parcheggio dei pullman che ci avrebbero ricondotto a casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno si aspettava gli scontri, vero?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Col cazzo.<br />
TUTTI quelli che conosco e che si sono recati a Roma, erano perfettamente consapevoli del fatto che si sarebbero verificati scontri. Lo “stupore” ostentato dai politici e dai media in queste ore, quindi, esprime una totale malafede.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi erano gli incappucciati? È vero che c’erano degli infiltrati?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho ascoltato testimonianze oculari secondo cui sì, alcuni infiltrati c’erano: sia militanti di estrema destra che ultras delle tifoserie calcistiche. Ma si trattava, comunque, d’un numero esiguo. La maggioranza degli incappucciati aveva, invece, una matrice più o meno anarchica.<br />
C’è però un altro aspetto, a mio avviso importante, che non si può far finta di non vedere. Oltre alla componente “militante”, c’è stata una larga parte di giovani – perlopiù teenager – che si è unita agli incappucciati in maniera affatto spontanea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dunque, il 15 ottobre è stato come il Genova-G8?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A Genova il peso e il ruolo degli infiltrati – quei black bloc che erano, in realtà, dei “black cops” – è stato assai più determinante, comprovato da numerosi filmati.<br />
Inoltre, a Genova polizia e carabinieri hanno messo in atto rappresaglie indiscriminate. A Roma, invece, questo non è accaduto.<br />
In sintesi, dunque, direi che il paragone con Genova è una cazzata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E allora possiamo fare un paragone con la manifestazione studentesca del 14 dicembre scorso?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">No, neanche questo paragone calza. Quella manifestazione lì espresse una rivolta di massa, con cui quasi tutto il movimento s’identificava. Tant’è che le assemblee di facoltà, nei giorni successivi, rivendicarono politicamente gli scontri. L’ipotesi che vi fossero infiltrati, parimenti, venne confutata nel giro di poche ore. E quando, soprattutto, Roberto Saviano scrisse un appello agli studenti affinché si dissociassero dai “violenti”, ricevette come risposta <a href="http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o23174">poco più che una pernacchia</a>.<br />
Il 15 ottobre, al contrario, la maggioranza dei manifestanti NON voleva la guerriglia generalizzata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E cioè? La maggioranza voleva soltanto sfilare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non proprio. Quello di limitarsi a sfilare, era desiderio soltanto d’una parte. Un’altra parte – non meno estesa &#8211; avrebbe voluto, piuttosto, realizzare un’iniziativa sul genere di quelle svoltesi nei giorni immediatamente precedenti: tipo <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/424522/">l’occupazione di Bankitalia a Bologna</a> oppure <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/15/vigilia_degli_Indignati_Assalto_Goldman_co_8_111015031.shtml">l’imbrattamento degli uffici di Goldman Sachs a Milano</a>. Insomma, un’azione d’occupazione simbolica e temporanea di uno specifico spazio. Azioni di questo tipo, ebbene, avrebbero sì potuto generare tafferugli con la polizia, ma suddetti tafferugli avrebbero coinvolto solamente i diretti interessati: non tutto il corteo, non anche chi ha opinioni diverse. E soprattutto: sarebbero state azioni con un significato politico un pochettino più profondo rispetto all’incendiare automobili parcheggiate!<br />
Le azioni degli incappucciati sin dall’inizio del corteo &#8211; ovvero a partire dalle 14.00 &#8211; hanno mandato all’aria questa possibilità giacché il corteo si è ritrovato immediatamente spezzato in due.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo te cosa dovrebbe fare adesso il movimento? Sancire il principio della non-violenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo movimento, culturalmente, di certo non è incline alla violenza. Al contempo, però, credo che sarebbe inesatto attribuirgli la definizione di non-violento. E lo dico per un motivo molto semplice. La modalità d&#8217;intervento politico che abbiamo visto mettere in atto, nei giorni precedenti al 15 ottobre, è una e una soltanto: l’azione diretta.<br />
Infatti, abbiamo visto occupare il Ponte di Brooklyn (USA); abbiamo visto gruppi di persone mettersi dinanzi alle porte delle abitazioni per impedire gli sfratti (Spagna); abbiamo visto azioni simboliche contro le sedi del potere economico-finanziario come nel già citato caso di Goldman Sachs (Italia). Si tratta di modalità che è un po’ difficile collocare entro la classica dicotomia tra violenza e non-violenza. Se non altro perché le azioni dirette – tutte, anche quelle più pacifiche – conducono quasi sempre a tensioni con le forze dell&#8217;ordine.<br />
Orbene, dopo i fatti di Roma potrebbe esserci a mio parere il rischio che l&#8217;opzione non-violenta &#8211; se posta in modo dogmatico anziché politico &#8211; possa essere strumentalizzata e diventare uno strumento ostativo nei confronti d’ogni forma di azione diretta. Se ciò avvenisse, beh, allora questo movimento sarebbe morto ancor prima di nascere. (Oggi parleremmo, per dire, del movimento americano se non vi fosse stata l’azione diretta di occupare Wall Street e tutti gli arresti da parte della polizia?)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sì, ma tu hai appena citato azioni preliminarmente concordate all’interno dei movimenti. Sabato, a Roma, ci sono state invece azioni per nulla concordate con gli organizzatori e che hanno, per di più, messo a rischio tutti i manifestanti. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per evitare tutto ciò, esistono già alcune regole. Regole molto semplici. Il 15 ottobre, però, esse non sono state applicate. Gli organizzatori, infatti, non sono riusciti a mettersi d’accordo sul fatto di allestire o meno il servizio d’ordine (perciò su questo penso sia il caso di dire, pur nel rispetto del loro impegno, che hanno toppato).<br />
Tornando alle regole, comunque, esse sono sostanzialmente due:<br />
a) le conseguenze delle azioni dirette (manganellate, denunce, ecc.) devono ricadere solo su chi le compie e non su tutti i manifestanti;<br />
b) i gruppi che non hanno partecipato alle riunioni organizzative e che, ciò malgrado, vogliono compiere azioni nel corteo, vanno bloccati fisicamente.<br />
Non sto inventando niente: si tratta di procedure vecchie di decenni ed è solo il caso di ripristinarle alla svelta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ad ogni modo, oramai si parla solo degli scontri. Da questo punto di vista, possiamo dire che la manifestazione è stata un fallimento, giusto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Giusto un accidente!<br />
È nato un movimento di contestazione globale. Un movimento che sta attaccando frontalmente i principi e le istituzioni del sistema capitalista e che, come a sinistra non accadeva da vent’anni, richiama in causa la categoria di “rivoluzione”. Abbiamo assistito alla mobilitazione contemporanea di 790 città nel mondo. Dinanzi all’enormità di questo fenomeno storico, le chiacchiere italiane in ambito politico &#8211; nonché i sermoni degli editorialisti dei grandi quotidiani &#8211; hanno valore inferiore a quello d’una zanzara che scorreggia.<br />
Siamo, per davvero, soltanto all’inizio.</p>
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		<title>Alfabetizzazione digitale a Bologna (per future mamme)</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 06:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Bortolotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Donne e Biopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Web e Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Alfabetizzazione digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[francesca sanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro Digitale per Future mamme]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti i sabato di ottobre, l&#8217;associazione Girl Geek Dinners Bologna vi aspetta alla Biblioteca Sala Borsa &#8211; piazza Nettuno n. 3- dalle 10.00 alle 12.00 per presentarvi i Corsi di Alfabetizzazione Digitale destinati alle donne. La postazione sarà in Scuderie, la sala grande con la narrativa, di fiano ai bibliotecari. Se siete interessate raggiungeteci e vi forniremo tutte le informazioni sui corsi e registreremo le vostre iscrizioni. Spargete la voce tra le future mamme! Il 5 Novembre avrà inizio in Sala Borsa il corso di Alfabetizzazione Digitale per future mamme a cura dell&#8217;associazione Girl Geek Dinners Bologna in collaborazione con il laboratorio universitario TagBolab, Iperbole, Rigeneriamoci (partenr tecnico) e O-one ( sponsor). Il corso indirizzato a donne in attesa, si pone l&#8217;obiettivo di fornire gli strumenti base per affacciarsi alla rete in modo mirato e consapevole, per affrontare l&#8217;attesa del parto, reperire strumenti di sostegno e confronto e per affrontare al meglio la vita di mamma. Ad ogni partecipante verrà assegnato in prestito un PC portatile per avere la possibilità di esercitarsi a casa. Le lezioni avranno cadenza settimanale e si terranno (per 5 settimane) al sabato dalle 10.00 alle 13.00 in Sala Borsa. Il costo della partecipazione è di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12px;"><span style="font-family: Tahoma,Geneva,sans-serif;"><a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/wp-content/uploads/2011/09/flyercorsi.jpg"><img class="size-full wp-image-4492 alignleft" style="width: 282px; height: 585px; float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; text-align: justify;" title="flyercorsi" src="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/wp-content/uploads/2011/09/flyercorsi.jpg" alt="" /></a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12px;"><span style="font-family: Tahoma,Geneva,sans-serif;">Tutti i sabato di ottobre, l&#8217;<a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/" target="_blank"><strong>associazione Girl Geek Dinners Bologna</strong></a> vi aspetta alla<strong> Biblioteca</strong> <strong>Sala Borsa</strong> &#8211; piazza Nettuno n. 3- dalle 10.00 alle 12.00 per presentarvi i <strong>Corsi di Alfabetizzazione Digitale </strong>destinati alle donne. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 12px;"><span style="font-family: Tahoma,Geneva,sans-serif;">La postazione sarà in Scuderie, la sala grande con la narrativa, di fiano ai bibliotecari.</span></span></p>
<p>Se siete interessate raggiungeteci e vi forniremo tutte le informazioni sui corsi e registreremo le vostre iscrizioni.</p>
<p><strong>Spargete la voce tra le future mamme! </strong></p>
<p>Il<strong> 5 Novembre</strong> avrà inizio in Sala Borsa il <strong>corso di Alfabetizzazione Digitale per future mamme </strong>a cura dell&#8217;associazione Girl Geek Dinners Bologna in collaborazione con il laboratorio universitario<a href="http://www.tagbolab.it "> TagBolab</a>, <a href="http://www.comune.bologn.ait">Iperbole</a>, <a href="http://www.rigeneriamoci.it">Rigeneriamoci </a>(partenr tecnico) e <a href="http://www.o-one.net">O-one</a> ( sponsor). Il corso indirizzato a donne in attesa, si pone l&#8217;obiettivo di fornire gli strumenti base per affacciarsi alla rete in modo mirato e consapevole, per affrontare l&#8217;attesa del parto, reperire strumenti di sostegno e confronto e per affrontare al meglio la vita di mamma. Ad ogni partecipante verrà assegnato in prestito un <strong>PC portatile</strong> per avere la possibilità di esercitarsi a casa. Le lezioni avranno cadenza settimanale e si terranno (per 5 settimane) al<strong> sabato dalle 10.00 alle 13.00 in <a href="www.bibliotecasalaborsa.it/">Sala Borsa</a></strong>. Il costo della partecipazione è di <strong>20 euro a partecipante</strong> che saranno versate al momento dell’iscrizione a titolo di contributo per l’acquisto del materiale didattico.Corso per sole donne Posti Limitati (le classi saranno formate da massimo 15 partecipanti), iscrizione obbligatoria <strong>Docenze </strong>: staff GGDBologna Francesca Sanzo Staff Iperbole Assistenza in aula TagBolab</p>
<p><strong>Calendario dei corsi</strong></p>
<p><span style="font-size: 12px;"><span>-5 Novembre Utilizzo dei motori di ricerca + servizi di google (mappe, libri,documenti) a cura di <a href="(http://it.linkedin.com/pub/giulia-lippolis/25/602/495">Giulia Lippolis</a> .</span></span><br />
-<span style="font-size: 12px;"><span style="font-family: Tahoma,Geneva,sans-serif;">12 Novembre Creazione utilizzo di una casella e-mail + Creazione account di skype a cura di <a href="http://it.linkedin.com/in/danielabortolotti" target="_blank">D</a><a href="http://it.linkedin.com/in/danielabortolotti">aniela Bortolotti</a>, <a href="http://it.linkedin.com/in/serralinda">Linda Serra</a> e <a href="http://it.linkedin.com/in/toniamaffeo">Tonia Maffeo</a>.</span></span><br />
-<span style="font-size: 12px;"><span style="font-family: Tahoma,Geneva,sans-serif;">19 Novembre Creazione account di facebook e utilizzo di facebook privacy e condivisione di documenti on-line a cura di <a href="http://it.linkedin.com/in/ceciliapedroni ">Cecilia Pedroni</a> e <a href="http://it.linkedin.com/pub/enza-capobianco/16/a21/442">Enza Capobianco</a>.</span></span><br />
-<span style="font-size: 12px;"><span style="font-family: Tahoma,Geneva,sans-serif;">26 Novembre Introduzione a Linkedin e ai suoi utilizzi per creare nuove opportunità concrete di lavoro e networking professionale Linda Serra e <a href="http://it.linkedin.com/pub/giulia-lippolis/25/602/495">Giulia Lippolis</a> + Iperbole Servizi sulla rete Civica per le donne e future mamme (a cura dello staff Iperbole).</span></span><br />
-<span style="font-size: 12px;"><span style="font-family: Tahoma,Geneva,sans-serif;">3 Dicembre Future mamme: esplorazione dell’universo delle mamme in rete , il fenomeno del mommyblogging , le on-line community e l’esperienza personale di mamma blogger a Cura Di <a href="http://www.panzallaria.com">Francesca Sanzo</a>.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se aspettate, noi vi aspettiamo ;)</p>
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		<title>Roma, 15 ottobre: arriva il Revolution Day!</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 08:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Paccosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica, partiti, movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[centrosinistra]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao, rieccoci qua. Le pubblicazioni di Salotto Precario da oggi riprendono. Esse procederanno con un ritmo di due-tre post a settimana. Come profetizzato &#8211; ma non occorreva essere dei geni &#8211; in quest’articolo e pure in quest’altro, stiamo per entrare in una fase di “autunno caldo” per ciò che riguarda l’Italia, nonché in una fase di contestazione generale per ciò che riguarda l’Occidente. Parliamo, allora, del primo appuntamento riguardante entrambe le cose: la manifestazione del 15 ottobre a Roma. Facciamolo mettendo in forma una finta intervista. Qual è il tema della manifestazione? Innanzitutto, si tratta di un appuntamento europeo. La manifestazione è stata indetta dagli Indignados spagnoli e si svolgerà in 210 città del mondo. Il tema, a livello internazionale, riguarda la crisi economica e, specificamente, si contestano le misure imposte dalla Banca Centrale Europea ai paesi a rischio-default; sul debito pubblico, poi, si rivendica il “diritto all’insolvenza”. Questo per ciò che riguarda il nocciolo, ovvero l’economia politica. Poi, come al solito, ci sono addentellati ulteriori sulla democrazia, sui migranti e via dicendo. Infine, va sottolineato che il nome internazionale dell&#8217;appuntamento è Revolution Day: per la prima volta da decenni, la parola &#8220;rivoluzione&#8221; torna dunque nel linguaggio della sinistra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ciao, rieccoci qua.<br />
Le pubblicazioni di <strong>Salotto Precario</strong> da oggi riprendono. Esse procederanno con un ritmo di due-tre post a settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">Come profetizzato &#8211; ma non occorreva essere dei geni &#8211; <a href="http://www.salottoprecario.it/2011/06/23/scontri-precari-polizia-avvisaglie-del-nuovo-autunno-caldo/">in quest’articolo</a> e pure <a href="http://www.salottoprecario.it/2011/01/28/le-profezie-del-cigno-nero-una-rivolta-giovanile-globale/">in quest’altro</a>, stiamo per entrare in una fase di “autunno caldo” per ciò che riguarda l’Italia, nonché in una fase di contestazione generale per ciò che riguarda l’Occidente.<br />
Parliamo, allora, del primo appuntamento riguardante entrambe le cose: <strong>la manifestazione del 15 ottobre a Roma</strong>. Facciamolo mettendo in forma una finta intervista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2011/10/images.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3102" title="images" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2011/10/images.jpg" alt="" width="341" height="341" /></a>Qual è il tema della manifestazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, si tratta di un appuntamento europeo. <a href="http://15o.democraciarealya.es/index.php?lang=es">La manifestazione è stata indetta dagli <em>Indignados</em> spagnoli e si svolgerà in 210 città del mondo</a>. Il tema, a livello internazionale, riguarda la crisi economica e, specificamente, si contestano le misure imposte dalla Banca Centrale Europea ai paesi a rischio-default; sul debito pubblico, poi, si rivendica il “diritto all’insolvenza”. Questo per ciò che riguarda il nocciolo, ovvero l’economia politica. Poi, come al solito, ci sono addentellati ulteriori sulla democrazia, sui migranti e via dicendo. Infine, va sottolineato che il nome internazionale dell&#8217;appuntamento è <a href="http://october2011.org/blogs/margaret-flowers/world-revolution-world-revolution-day-15-october-2011">Revolution Day</a>: per la prima volta da decenni, la parola &#8220;rivoluzione&#8221; torna dunque nel linguaggio della sinistra e ciò &#8211; comunque la si pensi &#8211; è un evidente segno di mutamento di fase.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi sono i promotori?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A livello internazionale l’ho già detto: sono gli <em>Indignados</em> spagnoli. In Italia, <a href="http://15ottobre.wordpress.com/coordinamento-15-ottobre/">il Coordinamento 15 ottobre</a> ha rimesso attorno a un tavolo i protagonisti del movimento no-global del 2001, più i soggetti sorti nel frattempo: Popolo Viola, <em>Indignados</em> italiani e nuovo movimento studentesco.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sì, ma perché bisogna andare a questa manifestazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Allora, i motivi eccoli qua:<br />
<strong>1)</strong> Se pensate che per contrastare la crisi sia sufficiente eleggere le persone giuste e quindi aspettare che pensino a tutto loro, beh, allora vivete nel Mondo delle Fate. Uno dei problemi, qui e ora, è contrastare <strong>le indicazioni di macelleria sociale che provengono dalla BCE</strong>, <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/10/05/news/grecia_5_ottobre-22738575/index.html?ref=search">proprio come stanno facendo i lavoratori greci in queste ore</a>. Per contrastare un’istituzione del genere, infatti, occorre la piazza. E se la piazza si muove contro i vertici finanziari, anche i rappresentanti istituzionali della sinistra possono sentirsi pressati in una certa direzione. Volete un esempio? Ecco, allora leggete di <a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/129697/nel_pd_riemergono_due_linee_economiche">questo scontro interno al vertice del principale partito del centrosinistra, ovvero il PD</a>: una diatriba tra Stefano Fassina ed Enrico Letta che riguarda, per l&#8217;appunto, l’essere pro o contro le direttive della Banca Centrale. Che dite? Sarà il caso o no di dare una spintarella al dibattito politico italiano in una direzione anziché in un’altra? Tale spintarella, per l’appunto, la può dare la piazza. (Ah, un suggerimento: se qualcuno vi dice che manifestare contro la BCE significa essere anti-europei, sputategli in un occhio.)<br />
<strong>2)</strong> La miccia si è accesa negli Stati Uniti, <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/06/news/marcia_su_wall_street_nuovi_arresti-22776079/?ref=HREC1-2">con le contestazioni a Wall Street di questi giorni</a>. Orbene, cosa succede quando il conflitto sociale prende fuoco in America? Succede che si apre una fase di contestazione globale, ecco cosa succede. C’è bisogno di ricordare cosa si è smosso dopo gli scontri a Berkeley del 1967? Oppure dopo gli scontri a Seattle del 1999? No, vero? Ecco, bene, allora vedete un po’ voi se è il caso di esserci o no.<br />
<strong>3)</strong> Siccome nella Storia ci sono le invarianti ma è parimenti vero ch’essa non si ripete, vi è una differenza cruciale tra questo movimento e quello no-global: stavolta ha un ruolo preminente<strong> la tematica del lavoro</strong>, soprattutto precario. Quindi, chi segue questo sito sa che tale tema è, a nostro parere, il punto di precipitazione di tutte le contraddizioni. Dunque, non è il momento di fare gli schizzinosi: a questo movimento bisogna aderire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo movimento ha una piattaforma rivendicativa chiara?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Beh, se per piattaforma s’intende proposte normative articolate, direi di no. Ci sono delle rivendicazioni generali, perlopiù condivisibili: diritto al reddito, diritto all’insolvenza (del debito), rivendicazione dei beni comuni come l&#8217;acqua, creazione di un nuovo welfare.<br />
(Poi, sui migranti, si propone la &#8220;rottura del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno&#8221;&#8230; uhm&#8230; ehm&#8230; facciamo che di questo ne parliamo a parte in un altro articolo, va là&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma che, per caso c&#8217;è George Soros che tira le fila?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Direi proprio di no. Sappiamo, però, che questo speculatore &#8211; <a href="http://www.criticamente.it/globalizzazione/8851-dopo-la-rivoluzione-di-kiev-e-guerra-aperta-tra-george-soros-e-i-regimi-ex-sovietici">che finanzia &#8220;rivoluzioni&#8221; pro-capitaliste un po’ in tutto il mondo</a> &#8211; l&#8217;altro giorno <a href="http://www.asca.it/news-PROTESTE_WALL_STREET__SOROS__STO_DALLA_PARTE_DEI_MANIFESTANTI-1054593-ORA-.html">ha espresso solidarietà ai manifestanti americani</a>.<br />
Beh, allora mettiamola così: come la sinistra istituzionale deve levarsi di torno <a href="http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&amp;id=9572">gli uomini della banca d’affari Goldman Sachs</a>, la sinistra di movimento deve, parimenti, levarsi Soros dalle palle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci saranno scontri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Beh, ecco&#8230; forse sì. C&#8217;è che una parte del movimento ha intenzione, a manifestazione conclusa, di creare un presidio sotto il Parlamento. Come a Madrid, come ad Atene, nonché come a New York sotto la sede della Borsa. Si tratta di <strong>azioni dirette</strong>, di prove di forza ma, in ogni caso, di tipo non-violento. Il problema è che qui siamo in Italia e la polizia potrebbe voler impedire questo sit-in; quindi, da lì in poi, potrebbero sorgere tafferugli.<br />
Però, suvvìa, è ovvio che per cambiare le cose occorra affrontare qualche ostacolo. Qui non si sta parlando di ideali astratti. Siamo di fronte a una crisi destinata a peggiorare e che colpirà le nostre tasche, la nostra vita quotidiana. Onde per cui poche storie: è arrivato il momento di muovere il culo.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Il video promozionale della manifestazione</em></p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/bblkFRMFO9U" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.salottoprecario.it%2F2011%2F10%2F07%2Froma-15-ottobre-arriva-il-nuovo-movimento-globale%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Stiamo lavorando per voi (si capisce dalla foto) e tra poco torneremo.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 09:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Paccosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dell'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[Salotto Precario]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, 19 settembre, si è conclusa a Bologna la Festa Provinciale dell&#8217;Unità. Sabato scorso, invece, si è conclusa la programmazione del nostro stand. Quest&#8217;ultima, ebbene, è andata molto, molto meglio rispetto all&#8217;edizione 2010. Tutti i dibattiti politici &#8211; pochi ma ben ponderati &#8211; hanno infatti ottenuto una buona affluenza di pubblico e hanno, altresì, generato forte interesse. L&#8217;anno scorso, invece, i risultati erano stati assai più altalenanti (nel 2010 avevamo avuto, cioè, sia incontri con parecchio pubblico sia incontri con quattro gatti). Bene, a questo punto c&#8217;è da far ripartire questo sito. In proposito, posso anticiparvi che ci saranno dei cambiamenti. In primis, il sito cercherà di assumere un raggio d&#8217;azione a livello nazionale e, quindi, si soffermerà solo di tanto in tanto sulle vicende di Bologna (la città ove risiede la redazione). In secondo luogo, Salotto Precario diventerà un pochettino più cattivo e più cinico. Ma, per adesso, fermiamoci qua. Tanto, potrete leggere e giudicare da soli nei prossimi giorni. Nel frattempo, ecco a voi questa rarissima foto, scattata da Melissa Costi. Essa ritrae una parte del collettivo di Salotto Precario &#8211; il quale, come in molti saprete, è più ampio della redazione del sito &#8211; intenta in approfondite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2011/09/311903_2381309860240_1475516764_2793040_1262943121_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3090" title="311903_2381309860240_1475516764_2793040_1262943121_n" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2011/09/311903_2381309860240_1475516764_2793040_1262943121_n.jpg" alt="" width="599" height="450" /></a>Ieri, 19 settembre, si è conclusa a Bologna la <a href="http://festaunita.pdbologna.org/index.php">Festa Provinciale dell&#8217;Unità</a>. Sabato scorso, invece, si è conclusa <a href="http://www.salottoprecario.it/2011/08/03/salotto-precario-alla-festa-dellunita-ecco-il-programma/">la programmazione del nostro stand</a>. Quest&#8217;ultima, ebbene, è andata molto, molto meglio rispetto <a href="http://www.salottoprecario.it/il-programma-di-salotto-precario-alla-festa-provinciale-dell-unita/">all&#8217;edizione 2010</a>. Tutti i dibattiti politici &#8211; pochi ma ben ponderati &#8211; hanno infatti ottenuto una buona affluenza di pubblico e hanno, altresì, generato forte interesse. L&#8217;anno scorso, invece, i risultati erano stati assai più altalenanti (nel 2010 avevamo avuto, cioè, sia incontri con parecchio pubblico sia incontri con quattro gatti).</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, a questo punto c&#8217;è da far <strong>ripartire questo sito</strong>. In proposito, posso anticiparvi che ci saranno dei <strong>cambiamenti</strong>. In primis, il sito cercherà di assumere un raggio d&#8217;azione a livello nazionale e, quindi, si soffermerà solo di tanto in tanto sulle vicende di Bologna (la città ove risiede la redazione). In secondo luogo, Salotto Precario diventerà un pochettino più cattivo e più cinico. Ma, per adesso, fermiamoci qua. Tanto, potrete leggere e giudicare da soli nei prossimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, ecco a voi questa rarissima foto, scattata da Melissa Costi. Essa ritrae una parte del <strong>collettivo di Salotto Precario</strong> &#8211; il quale, come in molti saprete, è più ampio della redazione del sito &#8211; intenta in approfondite analisi socio-economiche nonché in riflessioni sui processi trasformativi della composizione di classe. Come si suol dire, <strong>stiamo lavorando per voi!</strong> Si vede, no?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A presto!</strong></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.salottoprecario.it%2F2011%2F09%2F20%2Fstiamo-lavorando-per-voi-si-capisce-dalla-foto-e-tra-poco-torneremo%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>REDDITO DI CITTADINANZA: se ne parla alla Festa dell&#8217;Unità.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Paccosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Politica, partiti, movimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Stasera, giovedì 8 settembre alle ore 22.0, presso il Salotto Precario della Festa Provinciale dell&#8217;Unità di Bologna (stand n° 79), si parlerà di reddito di cittadinanza. Tra gli ospiti, vi sarà il Senatore del PD Paolo Nerozzi (fino a non molto tempo fa dirigente nazionale Cgil), che sta preparando un disegno di legge sull&#8217;argomento. Ma ecco la lista completa dei relatori: Riccardo Paccosi (Segretario Circolo Precari PD), Matilde Madrid (Consigliera PD Quartiere San Donato, Comm.ne Scuola e Lavoro), Francesca Ruocco (Rete Ricercatori Precari di Bologna), PAOLO NEROZZI (Senatore PD, Commissione Lavoro del Senato). Moderatore: Alessio Di Paola (Circolo Precari PD) Orbene, che cos&#8217;è il reddito di cittadinanza? Beh, intanto cominciamo col dire cosa non è. Il reddito di cittadinanza non c&#8217;entra nulla, tanto per cominciare, con il sussidio di disoccupazione. Quest&#8217;ultimo, infatti, non è altro che una misura temporanea corrispondente al 60% dell&#8217;ultimo stipendio percepito e che, col tempo, diminuisce sempre più (dopo sei mesi scende al 50%, dopo otto mesi al 40% e così via). Il reddito di cittadinanza è un&#8217;altra cosa. Chiamato anche basic income, reddito-base, reddito sociale, reddito universale, reddito di esistenza, si tratta di un paradigma teorico-politico che ha una genesi teorica piuttosto lunga e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2011/09/reddito1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3081" title="reddito" src="http://www.salottoprecario.it/wp-content/uploads/2011/09/reddito1.jpg" alt="" width="310" height="230" /></a>Stasera, giovedì 8 settembre alle ore 22.0</strong>, presso il Salotto Precario della Festa Provinciale dell&#8217;Unità di Bologna (stand n° 79), si parlerà di <strong>reddito di cittadinanza</strong>. Tra gli ospiti, vi sarà il Senatore del PD <strong>Paolo Nerozzi </strong>(fino a non molto tempo fa dirigente nazionale Cgil), che sta preparando un disegno di legge sull&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ecco la lista completa dei relatori:<br />
<strong>Riccardo Paccosi</strong> (Segretario Circolo Precari PD),<br />
<strong>Matilde Madrid</strong> (Consigliera PD Quartiere San Donato, Comm.ne Scuola e Lavoro),<br />
<strong>Francesca Ruocco</strong> (Rete Ricercatori Precari di Bologna),<br />
<strong>PAOLO NEROZZI</strong> (Senatore PD, Commissione Lavoro del Senato).<br />
Moderatore: <strong>Alessio Di Paola</strong> (Circolo Precari PD)</p>
<p style="text-align: justify;">Orbene, che cos&#8217;è il reddito di cittadinanza?<br />
Beh, intanto cominciamo col dire cosa non è.<br />
<strong>Il reddito di cittadinanza non c&#8217;entra nulla, tanto per cominciare, con il sussidio di disoccupazione</strong>. Quest&#8217;ultimo, infatti, non è altro che una misura temporanea corrispondente al 60% dell&#8217;ultimo stipendio percepito e che, col tempo, diminuisce sempre più (dopo sei mesi scende al 50%, dopo otto mesi al 40% e così via).<br />
Il reddito di cittadinanza è un&#8217;altra cosa. Chiamato anche <em>basic income</em>, reddito-base, reddito sociale, reddito universale, reddito di esistenza, si tratta di un paradigma teorico-politico che ha una genesi teorica piuttosto lunga e che si è imposto nel dibattito politico della sinistra soprattutto nell&#8217;ultimo decennio.</p>
<p>In breve: secondo tale paradigma, la flessibilità va interpretata come fatto strutturale e irreversibile. Di conseguenza, per uscire dal ricatto di un lavoro connotato da scarsità e temporaneità, si afferma che <strong>lo Stato debba garantire &#8211; attraverso la fiscalità generale &#8211; un reddito a tutti i cittadini in età lavorativa</strong>. Una volta detto questo, però, vi sono in campo ipotesi divergenti: c&#8217;è chi vede il <em>basic income</em> come inalienabile, non condizionato alla ricerca d&#8217;un impiego nonché cumulabile al reddito da lavoro; c&#8217;è invece chi (noi, per esempio) lo vede come intervento nei periodi di non-lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto cruciale di questa seconda ipotesi, a nostro parere, consta del fatto che <strong>si tratterebbe d&#8217;un intervento non già riguardante le politiche del lavoro, bensì le politiche sociali</strong>. Ebbene, qual è la differenza tra le due? Diciamo che le politiche del lavoro si rivolgono soprattutto al lavoro dipendente e coinvolgono solo lavoratori che abbiano un certo grado d&#8217;inquadramento giuridico (mesi di contribuzione, busta paga e così via). Le politiche sociali, al contrario, possono coinvolgere anche gli autonomi nonché quei milioni di precari che vivono di prestazioni occasionali o che sono costretti a lavorare in nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra il dire e il fare, c&#8217;è però una voragine. L&#8217;attuazione del reddito di cittadinanza, per esempio, dovrebbe essere legata a un sistema di controlli del tenore di vita per evitare che ne fruiscano, chessò, persone facoltose che lavorano in nero. Inoltre, i recenti esperimenti nelle Regioni Lazio e Campania non hanno dato risultati strabilianti, tutt&#8217;altro. Infine c&#8217;è il rischio che &#8211; all&#8217;atto pratico e al netto delle mediazioni politiche &#8211; questo reddito sociale si traduca in nulla più che un&#8217;elemosina. Per questo, dobbiamo immediatamente chiarire una cosa:<strong> o il reddito di cittadinanza coincide con uno stipendio pieno &#8211; vale a dire i 1.200 euro netti della media nazionale Istat &#8211; oppure vuol dire che stiamo semplicemente parlando d&#8217;altro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In termini più strettamente politici, il reddito di cittadinanza apre delle prospettive di <strong>coalizione e mobilitazione fra i precari</strong>. Infatti, una mobilitazione di massa intorno al <em>basic income</em> metterebbe in chiaro che:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a)</strong> la precarietà dev&#8217;essere affrontata non solo con politiche inerenti alla giurisdizione del lavoro, ma anche con politiche sociali;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>b)</strong> i precari dipendenti e quelli autonomi, nonché quelli regolarizzati e quelli del sommerso, hanno possibilità di creare un fronte comune;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>c)</strong> la precarietà non può essere affrontata con &#8220;riforme a costo zero&#8221;, bensì intervenendo politicamente sul Bilancio dello Stato;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>d)</strong> in termini più generali, la politica di sinistra negli ultimi trent&#8217;anni &#8211; eslcusivamente arroccata in difesa del welfare anni 60-70 &#8211; è stata fallimentare; e non c&#8217;è da star lì a fare una grande analisi: i diritti sono diminuiti e così i redditi; l&#8217;unica possibilità di un miglioramento consta del <strong>contrattaccare</strong>, dell&#8217;<strong>aggredire</strong>, dell&#8217;<strong>aprire il fronte di scontro per primi, in attacco, anziché per difesa</strong>: tutto questo significa smetterla con la guerra di trincea a difesa del vecchio welfare (che riguarda ormai, peraltro, una parte sempre più ridotta di lavoratori) e invadere, invece, il campo nemico con la proposta di un welfare nuovo e universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno domanderà: ma come, dici queste cose proprio oggi?, il giorno dopo la grande giornata di mobilitazione della Cgil? Risposta: sì, dico queste cose proprio oggi e a ragion veduta.</p>
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