Solidarietà per Paola, precaria in sciopero della fame!

15/11/2010
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Paola Caruso è una lavoratrice precaria quarantenne che, da 7 anni, lavora come co.co.co. al Corriere della Sera. La scorsa settimana si è liberato un posto al giornale; lei ha chiesto l’assunzione (a tempo determinato, of course), ma il posto è stato assegnato invece a un ragazzo appena uscito dalla scuola di giornalismo. Pertanto, di fronte al disconoscimento dei suo anni d’impegno, di fronte all’evidente malafede dei tanti “liberali” che fanno proclami sul “merito”, Paola ha deciso di iniziare uno sciopero della fame.

La vicenda è tutt’ora in corso e viene raccontata in tempo reale da Paola sul suo blog. Vale la pena riportarne alcuni passaggi.

Dal post di ieri:
La scorsa settimana si è liberato un posto, un giornalista ha dato le dimissioni, lasciando una poltrona (a tempo determinato) libera. Ho pensato: “Ecco la mia occasione”. Neanche per sogno. Il posto è andato a un pivello della scuola di giornalismo. Uno che forse non è neanche giornalista, ma passa i miei pezzi. Ho chiesto spiegazioni: “Perché non avete preso me o uno degli altri precari?”. Nessuna risposta. L’unica frase udita dalle mie orecchie: “Non sarai mai assunta”. Non posso pensare di aver buttato 7 anni della mia vita. A questo gioco non ci sto. Le regole sono sbagliate e vanno riscritte. Probabilmente farò un buco nell’acqua, ma devo almeno tentare. Perché se accetto in silenzio di essere trattata da giornalista di serie B, nessuno farà mai niente per considerarmi in modo diverso.

La reazione all’iniziativa di sciopero è stata, in un primo momento, incoraggiante. Ieri notte, Paola scriveva infatti:
Con una scelta forte ho pensato di sollevare il problema per portarlo all’attenzione pubblica. E’ emozionante constatare che è andata così: la Rete ha diffuso il mio messaggio, il Cdr del Corriere si è occupato del mio caso, l’Fnsi ha pubblicato la notizia sul sito e altri giornalisti, precari e non, hanno espresso solidarietà.

Ma il post di stamattina è, purtroppo, di tutt’altro tono:
So che non varcherò più la soglia del Corriere (i colleghi mi avevano avvisata) e che non troverò posto in altri giornali (chi si prende una piantagrane?). Nel mondo della comunicazione sono bruciata. Se nessuno ha mai fatto un gesto come il mio è perché nessuno è disposto a pagare un prezzo troppo alto. Questa protesta è frutto della disperazione e deve portare a delle conseguenze. L’obbiettivo è ribellarsi al sistema che ci tiene sotto scacco, cambiare le regole. Da sola non posso farlo.

Ecco, in quest’ultima frase di Paola è situato il cuore del problema: il suo e quello di tutti noi precari.
L’incapacità di coalizzarsi, il fatto di essere ricattabili, le diverse esigenze e priorità che vi sono da settore a settore nonché da contratto a contratto; tutto questo, ebbene, sembra non lasciare nulla, a ciascuno di noi, fuorché la strada intrapresa da Paola: vale a dire la protesta individuale, il gesto estremo e solitario.
Questo circolo vizioso va spezzato. Subito. Dobbiamo scendere in piazza, con forza e determinazione. Non esistono né sono mai esistiti altri mezzi per ottenere diritti. Né, del resto, ci si può affidare solo alla Rete. La mobilitazione dei corpi è infatti la risposta – la risposta corretta – all’assoggettamento bio-politico entro cui ciascuno di noi, giorno per giorno, viene avvolto.
Se abitassimo a Milano, proporremmo un sit-in di solidarietà sotto la sede del Corriere della Sera, in via Solferino 28. (Anzi, qualora qualche milanese stesse leggendo queste righe, lo esortiamo a prendere in considerazione l’ipotesi.)

Per quanto riguarda noi di Salotto Precario, prendiamo l’impegno di mantenere costante l’attenzione sulla vicenda e di non limitarci a questo post. Faremo in modo, altresì, di ricordare la lotta di Paola nelle prossime iniziative pubbliche che svolgeremo.

Invitiamo, infine, tutti i lettori a inviare mail di solidarietà – nei confronti di Paola e della sua lotta – all’indirizzo di Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera. La mail di quest’ultimo è fdebortoli@corriere.it.

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3 Responses to Solidarietà per Paola, precaria in sciopero della fame!

  1. alessandro baiguera on 15/11/2010 at 15:47

    mi spiace molto per quello che è successo a paola ,l’assunzione definitiva gli era di diritto, è ovvio che in questi casi (e da molto fastidio), esce sempre qualche pupillo di qualcuno che ruba il posto a paola,ho scritto ruba perchè quello che è successo è un vero e proprio furto . piena solidarietà a paola caruso e diffondo la notizia con facebook

  2. Daniela Bortolotti on 17/11/2010 at 16:14

    Segnalo che Paola ha interrotto lo sciopero della fame e ha scritto cose molto interessanti sulla situazione dei precari in Italia.
    Questo il link:
    http://paolacars.tumblr.com/post/1599212477/sciopero-della-fame-quinto-giorno-fine-oggi

  3. [...] sé.  La classe/generazione precaria. Tutto è iniziato con piccoli segnali. Ad esempio, durante lo sciopero della fame della giornalista precaria Paola Caruso. In quella circostanza, abbiamo infatti potuto osservare una forte ondata di solidarietà in [...]

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