La citazione nel nostro Salotto Precario è d’obbligo quando Dylan Dog, il personaggio dei fumetti ideato da Tiziano Sclavi, viene coinvolto in una storia i cui tratti ricalcano alla pari la realtà estremamente precaria di molti lavoratori del settore edile.

Nell’ultimo albo in edicola, “Lavori forzati” appunto, Dylan è alle prese con un palazzo, il London Clipper, che si suppone essere infestato, nemmeno troppo seriamente, da entità paranormali. In realtà c’è un mistero molto più sconvolgente che catapulterà il nostro beniamino, assieme ad altri compagni di sventura, in una sorta di dimensione parallela in cui dei particolari aguzzini schiavizzano i nuovi arrivati imponendogli di lavorare in condizioni disumane per completare la costruzione del fantomatico 13° piano del palazzo, in realtà inesistente. E’ immediato il richiamo ai tantissimi lavoratori immigrati e non che tutti giorni rischiano la vita in un cantiere, di cui pochi si accorgono dell’esistenza se non quando, purtroppo, avvengono fatti drammatici.
Giovanni Di Gregorio, l’autore di questa storia, in un’intervista spiega che il tredicesimo piano del London Clipper diventa una sorta di Torre di Babele, “non per ansia di onnipotenza – specifica – ma perché riunisce persone provenienti da Paesi diversi che non comunicano tra loro per la mancanza di una lingua comune. Sono fantasmi, che quando scompaiono, non lasciano tracce”.
Non è la prima volta che l’albo a fumetti, pubblicato la prima volta nel 1986, tratta tematiche sociali in maniera più o meno diretta: ne sono alcuni esempi “Johnny Freak” (traffico di organi), “Doktor Terror” (nazismo), “Cattivi pensieri” (razzismo), “Verso un mondo lontano” (violenza sulle donne), “Il re delle mosche” (baronie e precariato nelle università), sino al recente “Mater morbi” (eutanasia) che tanto clamore ha suscitato nei quotidiani nazionali.
Che altro dire? Salotto Precario invia un sentito e particolare ringraziamento agli autori di questa fortunatissima serie, che con la loro fantasia e creatività spesso raccontano la precarietà della vita odierna, dove spesso le mostruosità da affrontare fanno più paura di licantropi ed affini!
“Lavori forzati” – n° 288 della serie regolare – 2,80 €
scritto da Giovanni Di Gregorio e disegnato da Maurizio Di Vincenzo
edito dalla Sergio Bonelli Editore
Leggetelo, giuda ballerino!












