Appunti per il Salotto Precario del 3 settembre: verso gli Stati Generali sulla Cultura!

02/09/2010
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Il Partito Democratico di Bologna sta organizzando gli Stati Generali sulla Cultura, che si svolgeranno dal 27 al 30 ottobre. Nel frattempo, alla Festa dell’Unità si stanno tenendo alcuni incontri-dibattiti preliminari. Uno di questi incontri è promosso da noi di Salotto Precario e si svolgerà, presso il nostro stand nella Festa, venerdì 3 settembre alle ore 23.00. A parte noi del Salotto, parteciperà alla discussione Matteo Lepore, responsabile per il PD bolognese dell’organizzazione degli Stati Generali.

Avendo partecipato ad alcune chiacchierate informali con gli organizzatori, su questo progetto degli Stati Generali possiamo al momento fornire un giudizio positivo. Questo perché: a) chi sta organizzando è senz’altro preparato; b) l’impostazione generale è quella di affrontare il tema della cultura in tutte le sue possibili sfaccettature.

Detto questo, invitiamo però tutte le associazioni, tutti i gruppi informali, tutti i singoli lavoratori creativi a partecipare attivamente. A far sentire con forza la propria voce. Solo così, infatti, questi Stati Generali potranno condurre a un cambiamento sostanziale.

Infatti, è inutile girarci attorno o aver timore d’affermare ciò che moltissimi pensano: fuoriusciamo, a nostro personale parere, da un decennio disastroso. Gli Anni Zero sono iniziati con un’assessora di centrodestra incolta e incapace; poi è subentrato un amministratore di centrosinistra che disponeva dell’Assessorato come fosse un interminabile Festival di cui egli era il direttore artistico; infine un’assessora di breve durata di cui, però, tanti operatori del settore hanno salutato l’uscita di scena con sospiri di sollievo.

Il punto in comune di queste gestioni della cultura, ebbene, è constato dell’ignorare quasi del tutto le associazioni più giovani e la creatività diffusa. La cultura è stata perlopiù interpretata, in questi anni, come una serie di Grandi Eventi con cui intrattenere i cittadini-consumatori. È finito in secondo o terzo piano, invece, il fatto che la cultura sia un tessuto produttivo estremamente complesso. Un tessuto produttivo fatto di istituzioni, imprese, associazioni e, soprattutto, cittadini-lavoratori. Chi scrive, ha infatti tentato in innumerevoli occasioni di porre all’attenzione delle istituzioni un paio di dati di fatto: a) per ciò che riguarda gli ingressi nel mercato del lavoro, gli ambiti della creatività (web, cultura, comunicazione) sono quelli che in Italia presentano il maggiore tasso di crescita; b) nell’ultimo decennio, il numero di associazioni iscritte all’albo delle Libere Forme Associative del Comune è quasi raddoppiato e si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di gruppi di giovani precari che – a fronte d’un lavoro dipendente sempre più temporaneo e sottopagato – provano a entrare nel mondo del lavoro imprendendo.

Questi dati dovrebbero, ragionevolmente, condurre alla progettazione d’un sistema culturale composto in larga misura da servizi, incentivi e opportunità per il lavoro giovanile e per le start up. Invece, nel decennio trascorso, questo paradigma si è manifestato soltanto a livello di esperimenti amministrativi a termine, prevalentemente da parte di Provincia e Regione. Di più: le (non poche) associazioni che hanno provato a supplire alle carenze della pubblica amministrazione facendo networking o allestendo spazi e manifestazioni fruibili da tutti i creativi, non soltanto non sono state appoggiate, ma si sono ritrovate frequentemente e ripetutamente osteggiate.

Per tutti i motivi sopra elencati, abbiamo pensato di dare un contributo agli Stati Generali sulla Cultura intitolando l’incontro POLITICHE CULTURALI = POLITICHE PER IL LAVORO. Occorre, cioè, porre l’accento sul fatto che non è mai esistita né potrà mai esistere un’idea di “sistema culturale” che possa prescindere dalla produzione diffusa e dal lavoro.

Invitiamo allora tutti i creativi a partecipare. Ma non per parlare dei propri problemi specifici (ciascuno di noi ne avrebbe tanti e tanti da raccontare!), bensì per fare proposte riguardanti l’intero settore, per immaginare soluzioni ai problemi condivisi da tutti coloro che svolgono mestieri creativi. Si tratta di porre le basi, in altre parole, per un welfare dal basso rivolto al lavoro creativo e culturale.

A tale proposito rimandiamo – giusto per trarre spunto – ai documenti prodotti nel corso dei Salotti Precari svoltisi quest’inverno presso il Quartiere San Vitale. Nel primo di essi, le associazioni e i singoli presenti all’incontro hanno proposto che una delle numerose aree dismesse del Comune possa diventare un centro di servizi per l’associazionismo e per il lavoro creativo. Nel secondo documento, sono invece state elaborate alcune proposte per il Governatore della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani.

Ecco, noi vorremmo contribuire affinché agli Stati Generali sulla Cultura possa accadere anche questo: che le giovani associazioni, i lavoratori precari, possano esporre la propria idea di “sistema culturale” in maniera paritetica alle grandi istituzioni culturali, alla Lega delle Cooperative, alle associazioni aventi rapporti istituzionali di lungo corso. Immaginiamo un evento, cioè, in cui chiunque abbia una proposta riguardante il bene comune trovi la possibilità d’essere ascoltato e di contare.

A venerdì!

Francesca Rossi & Riccardo Paccosi

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3 Responses to Appunti per il Salotto Precario del 3 settembre: verso gli Stati Generali sulla Cultura!

  1. [...] In questo articolo – scritto in occasione d’un dibattito preliminare alla Festa dell’Unità con Matteo Lepore – vengono riassunti i temi che intendiamo portare al dibattito. [...]

  2. [...] In questo articolo – scritto in occasione d’un dibattito preliminare alla Festa dell’Unità con Matteo Lepore – vengono riassunti i temi che intendiamo portare al dibattito. [...]

  3. [...] che il sistema culturale non è composto soltanto da eccellenze. La produzione di cultura – come abbiamo avuto modo di scrivere in più occasioni – è costituita da una massa crescente di forza-lavoro precaria. In Emilia-Romagna, circa il [...]

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